Notizie | Scritto da 4 febbraio 2012

Cerignola, un anno dalla morte di Shepp: ma dove sono le gemelline?

CERIGNOLA– E’ passato esattamente un anno dalla morte di Matthias Shepp, l’ingegnere svizzero di 43 anni che si lanciò sotto un Eurostar nella stazione di Cerignola campagne. Ad accompagnare la sua morte la scomparsa delle sue due bimbe Alessia e Livia, di appena 6 anni e di cui ancora oggi non si sa nulla. Eventi inaspettati che hanno lasciato un dolore nel cuore di tutti ma soprattutto tanti interrogativi.

gemelline_Shepp

Forse l’intento di Shepp era proprio questo, lasciare in eredità un dolore e un vuoto incolmabile soprattutto a sua moglie Irina Lucidi, che si era separata da lui a causa di alcuni lati negativi del suo carattere.

Si è cercato di rimettere insieme i pezzi e capire quali sono stati i suoi spostamenti, attraverso lettere di addio, buste piene di banconote e messaggi di morte lasciati alla donna, con la speranza che i 7.500 prelevati al bancomat di Marsiglia gli avesse usati per affidare le bimbe a qualcuno.

E’ stato perciò ricostruito il viaggio in nave da Marsiglia a Propriano in Corsica, poi il ritorno in Francia a Tolone e infine il lungo viaggio in macchina fino a Cerignola, dove è avvenuta la sua morte alle 22.47 del 3 febbraio 2011, schiacciato da un intercity Shepp si è tolto la vita, portando con se un segreto che ha provocato un enorme sofferenza e tanti punti interrogativi: dove sono finite le piccole gemelline?

Una vicenda avvolta nel mistero, sembra un giallo letto sui libri invece è pura realtà. Shepp ha voluto che si sapesse solo ciò che voleva, come la consultazione di siti suicidi, l’affidamento delle bimbe ad un vicino la mattina del 30 gennaio, le valigie dalla casa di St. Suplice, un paio di stivaletti pieni di fango lasciati nel garage, il viaggio vicino l’aereoporto di Lione, poi ha spento il telefono facendo perdere completamente le sue tracce.

La polizia, svizzera, francese e italiana, ha cercato di ricostruire il tragico puzzle di questa vicenda, puntando al microchip del navigatore satellitare da lui utilizzato che però non ha dato risultati perchè danneggiato. Una vicenda che lasciato tutti con l’amaro in bocca e soprattutto con la voglia di sapere la verità che neanche strumenti tecnologici come satelliti, tom tom, telefonini sono riusciti a fornire.

Forse sarà un piccolo particolare trascurato la chiave per risolvere un caso così ingarbugliato, che ha  lasciato lacrime e tanti perchè: perchè far sparire delle bimbe senza colpa strappandole alla madre e perchè morire proprio a Cerignola.

Mariangela Filannino

URL breve: http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/?p=4706

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