Estate, urge un corpo perfetto
È arrivata l’estate, minishort, costumi da bagno, trasparenze… traduzione: cellulite sul sedere, taralli sui fianchi, pancetta cadente. Al via allora drastiche diete stampate su qualche rivista, o suggerite da amici, accompagnate da ‘magiche’ pillole dimagranti e beveroni, riesumata la tuta dal fondo del cassetto per far jogging e, soprattutto, inizia la corsa nei centri estetici, unica chance di ottenere risultati in poche settimane. Vi giriamo allora questa lettera scritta in un blog da una donna comune che in modo assai ironico racconta la propria esperienza ricordandoci di dare il ‘giusto peso’ alla questione forma fisica.
Non sarò breve, ve lo dico subito. Una premessa e poi l’esperienza personale.
Con l’arrivo della bella stagione, inizia il bombardamento mass-mediatico su quanto facciamo schifo. Oltre alla pubblicità ormai ovunque, ci si sono messi anche i telegiornali. A mio modesto parere ‘Studio Aperto’ è senza dubbio il peggiore. Praticamente, da qui a fine settembre (perché poi smettono di dirci quanto facciamo schifo perché ci devono vendere i panettoni per Natale… per poi tornare a dirci quanto facciamo schifo la primavera prossima. Ciclo che solo il calendario Maya potrebbe interrompere) funziona così:
1) Servizio sull’arrivo della bella stagione.
2) Collegamento da una spiaggia “trendy”
3) Le nuove diete (intervista al dietologo di turno)
4) 45 minuti di primi piani di culi (a scelta tra quello di Belen Rodriguez, Nina Senicar e Raffaella Fico). Che, per carità, dei signori culi… Ma ogni tanto ci piacerebbe vedere anche un bel primo piano di … che so… Christian Bale, così per par condicio.
Il 90% delle donne, dopo aver spento la tv, pensa di dover far qualcosa per il proprio aspetto esteriore.
In questo stato di speranza, mista ad ingenuità e frullata con molto poco buon senso… ci incamminiamo verso un centro estetico.
La mia esperienza risale a dieci anni fa, in un centro di Roma.
Leggendo le altre opinioni negative, mi rendo conto che è rimasto tutto come prima.
Quando ti fanno la visita gratuita, ti spogliano, ti pesano, ti misurano anche la distanza tra l’alluce ed il gomito. Il tutto mentre ti guardano con un severo disgusto, un’espressione che sfuma dal “Mio Dio che orrore” al “Morirai domani a causa del colesterolo”. E dovevo perdere otto chili. Ti mettono in mutande e poi c’è l’esilarante momento della pesa collettiva. Come vacche in un macello. In barba alla privacy urlano davanti a tutte le altre vacche (più o meno grasse) quanto pesi e… se per tua sventura hai preso mezzo chilo, perché magari sono due giorni che non vai di corpo grazie alle loro prestampate diete iperproteiche (attente ai reni!) è un vero disastro!
Ti trattano da grassona che si abbuffa di patatine di nascosto. Se sei ingrassata è SICURAMENTE perché sei un maiale. Premestruo, ritenzione idrica, stitichezza, due litri d’acqua poche ore prima… TUTTE SCUSE.
“CHE TE SEI MAGNATA?????” Urlavano davanti a tutti.
In barba alla sorellanza, potevi solo sperare che quella dopo di te facesse peggio.
Un fertilizzante potentissimo per il terreno della disistima, dei disturbi alimentari, della sudditanza psicologica. Tutte cose che ti renderanno cliente a vita di quel centro. E, visti i prezzi, hanno tutto l’interesse a farti invecchiare lì.
E sì, come scritto già dalle altre mie compagne di sventura… ti infilano nella bara di vetro, ti legano a polsi e caviglie delle resistenze (che se siete amanti del sadomaso può anche risultare interessante… altrimenti è solo un’esperienza stancante ed inquietante).
Anche lì, esercizietti prestampati… mentre il “personale altamente qualificato” ciarla tra sé.
Se esci viva e se sei stata abbastanza furba da non pagare anche per le iniezioni, l’ossigenoterapia… (e per fortuna, era il mio caso), ti spediscono alle docce. L’unico momento veramente piacevole. Ma capirete che due milioni delle vecchie lire per farsi una doccia calda siamo proprio ai confini della realtà.
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