L'intervista | Scritto da 25 maggio 2012

Agnese Moro: l’Italia va a rotoli, “e tu che fai?”

FOGGIA – Martedì sera a Foggia ospite della Tenda Eucaristica 2012 Agnese Moro, figlia dello statista Aldo Moro ucciso nel 1978 dalle brigate rosse. Sociologa e ricercatrice del laboratorio di scienze della cittadinanza nonché socia di Asdo (Assemblea delle donne per lo sviluppo e la lotta all’esclusione sociale), Agnese Moro ha incontrato i giovani per affrontare il tema ‘Lo Stato dona letizia?’ e lascia loro un messaggio di speranza e un invito ad attivarsi per migliorare le cose.

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Suo padre amava i giovani, lei stessa ha dichiarato che l’insegnamento fosse la sua vocazione, che vedeva in loro il futuro, un cambiamento di rotta e staticità. Cosa direbbe oggi Aldo Moro ai giovani in un momento socio-politico così difficile?

Si mio padre amava i giovani, lo stare con i ragazzi era la sua grande passione, spiegava che non avrebbe mai rinunciato a questa sua dimensione perché era un antidoto contro l’immobilismo, era sempre un vento di cambiamento e movimento. Le racconto un episodio.

Una volta al mare un uomo lo riconobbe, lo fermò e iniziò a raccontargli tutto ciò che in Italia non andava. Mio padre rispose: “e tu che fai?” questo direbbe anche oggi, di non restare a guardare, di avere fiducia e attivarsi per un cambiamento.

Che idea si è fatta dell’esplosione alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi?
E’ difficile farsi un’idea, ancora non è chiaro chi sia stato e il perché abbia fatto una cosa così terribile. Certo sono rimasta molto colpita, anche perché sono stata in quella scuola. Una tragedia enorme e inspiegabile.

Lei è socia dell’Asdo. In una società in cui regna ancora l’idea della donna-oggetto in cui si esclude il cosiddetto ‘sesso debole’ dalla vita politica e non solo, cosa propone?
Si purtroppo questo è un problema culturale che è molto radicato nella società. E’ triste sentire quanta violenza c’è, il culmine lo si raggiunge con le incisioni alle donne, una vera e propria barbaria. Bisogna lavorare con costanza, perseverare affinché le cose cambino.

Fare il proprio dovere nel mondo può dare gioia?
Sicuramente fare qualcosa di importante per il mondo, per cambiarlo e renderlo migliore, porta con sé sempre dei frutti. L’importante è avere fiducia in sé stessi e in ciò che si fa.

Laura Zotti

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