Matrimoni pugliesi, lo sfarzo che mette in ombra il sentimento
Una panoramica dei preparativi del matrimonio nella nostra amata Puglia: spose over 30, invidia delle coetanee, parenti invadenti e spese assurde che mettono in ombra sentimenti e necessità reali.
Le ragazze over 30 anni, innescano un meccanismo perverso di gelosia mista a ipocrisia impazzendo per la frenetica ricerca dell’anima gemella: “lei si io invece sono ancora zitella, che rabbia!”.
Questo e’ uno spaccato della società bigotta pugliese: i ragazzi scappano a gambe levate davanti a cotanto orrore e, facendosi beffa dell’inimicizia tra donne, preferiscono giocare col sesso destreggiandosi tra una spensierata ventenne e una più matura trentenne senza il peso dell’impegno di una relazione stabile.
Ma qualcuno ci riesce ancora e, ciò nonostante, arriva al grande traguardo. Lo sposo ironico, e un po’ perplesso della serie: “chi me lo fa fare!?!”, la sposa presa da acconciatura, confetti, estetiste e dai pizzi e dai merletti dell’abito nuziale.
Il giorno del matrimonio è il business per eccellenza ma è anche lo scontro e le mille verità dei parenti serpenti. Bomboniere, e i mobili? La casa? Di sicuro il ‘tetto’ è l’unica spesa sensata a cui pensare nella fastosità del giorno più bello.
Ci sentiamo delle donne bellissime quando sotto l’abito bianco (ormai non più così bianco data la perdita del significato) aleggiamo con il velo in testa verso l’altare e il nostro uomo felice, seppur sicuro di non essere più libero come prima.
Ma al di là della satira è rimasto ancora tanto Amore. Siamo scettiche/i quando ci rendiamo conto di litigare quasi sempre con il nostro compagno, quando i divorzi aumentano, la persona giusta non esiste è ciò che noi riusciamo a tollerare, si ama quando nonostante i mille difetti del nostro partner riusciamo a desiderarlo sempre e comunque.
Un uomo è già corrotto di suo in quanto tale, la natura l’ha creato un po’ cinico, cacciatore e meno romantico della donna. Non esiste un uomo perfetto, così come non esiste la donna perfetta.
La Puglia dovrebbe svegliarsi dal letargo e, dietro lo scellerato sperpero di denaro, soffermarsi e prodigarsi affinché si badi più alla qualità del senso sublime del matrimonio: il sentimento.
Al diavolo la tradizione, i parenti ‘una tantum’ che inventano scuse assurde per evitare il costoso regalo di nozze e l’abbuffata del banchetto, mille assurdità celate da una fantomatica tradizione che andrebbe di sicuro rivisitata e modificata.
Dora Dibenedetto
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