Dalla provincia | Scritto da 20 luglio 2012

Dimissioni Mongelli: ognuno dice la propria ma Foggia resta in emergenza

FOGGIA – Dopo le dimissioni del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, arrivano messaggi di solidarietà dalle Istituzioni, dalle segreterie Cgil, Cisl e Uil di Foggia e dai cittadini che scrivono sui social network. Nessuna giustificazione per la violenza che il primo cittadino ha subito, ma l’invito ad un ripensamento e fare politica vera, di coesione.

Gianni_Mongelli

Mancanza di coesione all’interno del Palazzo ed emergenza sociale in una città stremata che non ha più dignità neanche per sé stessa: sono queste le considerazioni delle istituzioni e dei cittadini che hanno causato le dimissioni di Mongelli.

“Le dimissioni del sindaco sono solo l’ultimo segnale della grave emergenza. Foggia ha bisogno di una guida condivisa e di maggiore coesione per uscire dalla più difficile crisi sociale della sua storia”. E’ quanto affermano in una nota le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil di Foggia.

Per le organizzazioni sindacali “scelte importanti sul piano economico, occupazionale e infrastrutturale, tutte legate a prospettive di sviluppo del capoluogo, attendono l’amministrazione comunale, pertanto le segreterie sindacali rivolgono un appello al sindaco Mongelli e a tutte le forze politiche “di non far venir meno un ruolo di guida alla città di Foggia in un momento delicato come quello che stiamo vivendo”.

Secondo i segretari generali Mara De Felici, Emilio Di Conza e Gianni Ricci “è compito della classe dirigente e politica dare risposte senza abdicare al proprio ruolo”. Solo con l’assunzione di responsabilità e il continuo dialogo tra le parti sociali a cui i segretari fanno riferimento, si potrà affrontare e fronteggiare la delicata e difficile situazione che Foggia vive, “aggravata dalla crisi economica che ha spinto gli ultimi governi nazionali a progressivi e robusti tagli ai trasferimenti per gli enti locali.

In altri termini ciò ha significato perdite in qualità, quantità e soprattutto costi dei servizi pubblici per i cittadini, già fortemente pressati da salari e pensioni ‘ai ferri corti’ e dall’aumento della disoccupazione. Foggia e provincia sono prigioniere di un malessere sociale generalizzato, tuttavia ciò non giustifica in alcun modo reazioni violente e intimidatorie nei confronti del sindaco, aggiungono dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil di Foggia.

“Pur comprendendo le motivazioni che hanno indotto Gianni Mongelli alle dimissioni da sindaco, auspichiamo che si possano presto stabilire condizioni politiche ed istituzionali idonee a consentirgli di proseguire il mandato assegnatogli dagli elettori foggiani. La resa di fronte ai problemi della Città sarebbe un segnale devastante soprattutto per i nostri giovani.

A Mongelli va dato atto di essersi fatto responsabilmente carico delle gravose difficoltà che hanno investito il Comune di Foggia in questi anni a causa della mala gestione delle Amministrazioni precedenti e dei pesantissimi tagli di risorse agli enti locali”.

Ora “non è più tempo di rivendicazioni di partito, né di azioni solitarie, ma occorre il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, politici ed imprenditoriali per farsi carico della situazione e mettere in atto un piano per il lavoro e lo sviluppo della città, attraverso una seria concertazione sociale.

In questo difficile percorso, il sindaco non deve esser lasciato solo dalla politica, né deve isolarsi dalla società civile, in quanto il peso delle scelte da compiere è di proporzioni rilevantissime. In questa direzione, troverà il sindacato confederale di Capitanata sicuramente al suo fianco”.

La situazione che riguarda la ‘Foggia servizi’, la società di manutenzione pubblica di scuole, strade e verde che ha fatto irruzione nella stanza del sindaco, resta disperata. Gli operai delle ex municipalizzate hanno capito che un’era si è chiusa. La vecchia politica, tutta, ora è inerte e impotente davanti alla rabbia.

L’era in cui, da destra a sinistra, si gonfiavano le società pubbliche di assunzioni e di debiti in cambio di voti, è finita. Eppure il sindaco ha provato a salvare i lavoratori, si è inventato l’Amacom (Azienda manutenzione comunale) che avrebbe dovuto rilevare il personale della ‘Foggia servizi’ avviata alla dismissione.

Dopo l’ok in Consiglio comunale, è però sopraggiunta la spending review e l’obbligo per i Comuni di vendere le ex municipalizzate ai privati. In house possono restare solo i servizi essenziali, come quelli di Amica, ma con l’obbligo di cedere ai privati non meno del 40% delle azioni, diversamente i Comuni possono scegliere la strada più semplice delle gare pubbliche.

Mongelli ha scelto il percorso più difficile, ma per l’azienda di manutenzione il destino è segnato: non eroga, infatti, servizi essenziali, clausola indispensabile per restare in house. “E non si possono nemmeno vincolare le gare pubbliche all’assunzione del vecchio personale, lo vieta l’Europa”, a spiegarlo è Gianni Di Bari, portavoce di Mongelli.

Angelo Cera, segretario provinciale dell’Udc e swindaco di San Marco in Lamis, parla di “disastro amministrativo: la decisione assunta da Gianni Mongelli di dimettersi da sindaco di Foggia è figlia sia del disastro amministrativo che di una parte della maggioranza interessata solo a postazioni di potere e non a contribuire a risolvere le emergenze sociali della città”.

Il leader dell’Udc precisa che “la novità politica rappresentata dal patto di buon governo stipulata nel 2009 è stata disattesa poco dopo la vittoria al ballottaggio, con Mongelli che è stato schiacciato dalle pressioni di alcuni partiti che lo hanno lasciato solo a fronteggiare le difficoltà. La politica, quella vera, è dunque chiamata ad un atteggiamento responsabile affinché Foggia possa risolvere le emergenze con le quali è costretta a vivere ormai da diversi anni.

Fabrizio Tatarella e Umberto Candela, coordinatore provinciale Fli e coordinatore cittadino Fli Foggia, dichiarano che ora è il momento di “ripartire dalla città, con umiltà e senza primogeniture, un imperativo categorico che sta di fronte alle forze politiche, alle parti sociali e alle associazioni di Foggia”.

Tanti anche i messaggi su facebook, sulla bacheca di Mongelli, da Gianfranco Savino, sindaco di San Severo a Davide Leccese, ma anche tanti tanti foggiani. Ne citiamo uno: “Sindaco, i senzafissadimora in stazione Le chiedono di ripensarci. Sanno che, nonostante le difficoltà, è il primo e unico sindaco di Foggia che ha mostrato in questi anni attenzione e sensibilità. Noi e Antonio Barbone l’aspettiamo alla prossima Notte dei Senza Dimora”.

Laura Zotti

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