Foggia, dissidenti in giunta comunale: “è ora di operare diversamente”
FOGGIA – Sicurezza, bando sulla gestione del verde, pagamenti arretrati alle cooperative, sono alcuni dei problemi sollevati nel confronto politico al Comune di Foggia da Udcap e Psi, un confronto durato qualche ora e che non ha portato a molto se non alla smentita che le ragioni della crisi politica siano legate al sottogoverno, ai cda di Ataf e Amgas da costituire, alle consulenze professionali e alla poltrona nel cda dell’Asi.
Dopo il faccia a faccia tra le delegazioni politiche dell’Unione di Capitanata e del Psi, che hanno ritirato i propri assessori dalla giunta, il sindaco e il Pd, centristi e socialisti hanno aperto la crisi preoccupati “per la situazione di disagio sociale che vive la città”.
Lello Di Gioia, segretario provinciale del Psi, dichiara che non vogliono né deleghe in giunta né poltrone di sottogoverno, ma la questione delle deleghe è una nota dolente per il Psi con un solo assessore in giunta. Il problema era già esploso due settimane fa prima delle dimissioni dei quattro assessori.
Il vicesindaco, il socialista Federico Iuppa, si era presentato dal sindaco con l’intenzione di dimettersi in quanto la sua delega era di fatto stata svuotata di competenze. Inoltre nelle scorse settimane è esplosa, all’interno dei gruppi politici, anche la vicenda di recenti assunzioni fatte dal concessionario della riscossione Aipa (Agenzia italiana per pubbliche amministrazioni) di figli e parenti di consiglieri comunali e di funzionari di partito.
“Noi siamo preoccupati per la città e per il basso livello di gradimento di questa giunta, è ora di operare diversamente”, sostiene Di Gioia. Mongelli dal canto suo ha chiesto che gli assessori ritirino le proprie dimissioni: “se dobbiamo discutere di rilancio, è con gli uomini che dobbiamo farlo”. Una richiesta che però al momento sembra essere caduta nel vuoto, così come sta faccendo la stessa città.
Laura Zotti
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