Foggia: anche la Provincia vittima del ‘rimpasto’
FOGGIA – Nelle giunte di Capitanata sempre più spesso si parla di ‘rimpasti’: c’è chi perde la poltrona, chi vi rinuncia e chi invece la ottiene. Ora pare sia il turno della Provincia a cui Antonio Pepe, a capo della giunta di centrodestra, rivolge parole forti. Colpito il segretario Pdl Franco Landella risponde: “Pepe ormai è un notaio prestasto alla politica e non può non tener conto della richiesta di rilancio e rimpasto che da tempo sollecitiamo”. Aria di disappunto e polemiche non si respira solo a Foggia ma anche a Cerignola, Lucera e San Severo dove i cambiamenti non sono ancora finiti.
Alla Provincia di Foggia viene messa in luce la questione dell’assessorato all’Ambiente rimasto vuoto dalle dimissioni di Stefano Pecorella che qualche mese fa lasciò l’incarico precisando che avrebbe potuto assolvere il compito ma non evitare che polemiche contro di lui avrebbero potuto nuocere all’immagine delle istituzioni, Provincia e Parco del Gargano.
La delega di Pecorella è stata poi affidata a uno dei tecnici nella giunta Pepe, si tratta di Pasquale Pazienza. Oltre alle dimissioni di Pecorella ci sono state anche quelle di Matteo Cannarozzi de Grazia, che ha lasciato la poltrona di assessore al Bilancio riaprendo una crepa a Palazzo Dogana e spiazzando il suo partito, l’Udicap di Giannicola De Leonardis.
Il problema però è quello di ridisegnare una nuova giunta “In questo ultimo anno dobbiamo stare vicino al territorio in un momento così difficile, bisogna abbandonare formule tecniche e dare forza politica ai suoi uomini che conoscono le istanze dei nostri Comuni e che in questi anni si sono spesi per eleggere l’attuale presidente” ha commentato Landella sottolineando l’importanza di mettere in atto un’azione politico-amministrativa mirata.
Ma il rimpasto dell’esecutivo pare all’ordine del giorno per molte aministrazioni di Capitanata: a Cerignola per un Michele Romano che va c’è un Rosario Spione che arriva in favore dei Servizi Sociali e un Pasquale Mennuni pronto a sostituire il dimissionario Savino Santotoro nella gestione dei Lavori pubblici.
Anche a San Severo la giunta ha subito diversi cambiamenti c’è chi entra e chi esce: nuovi assessori Enrico Di Rienzo con delega al Bilancio, Franco Florio con delega al Turismo, fuori due tecnici Giampiero Procopio e Michele Cireale resta invece Massimo D’Amico all’Ambiente.
Nel vortice del rimpasto anche Lucera, dove le continue pressioni del Pdl per una nuova formazione della giunta, l’insistenza di Matteo De Sabato nel voler aprire il partito all’Udc e i due consigli comunali andati deserti, hanno spinto il sindaco Pasquale Dotoli a rassegnare le dimissioni per la seconda volta, la prima ricordiamo fu in occasione del suo insediamento, poi il sindaco ci ripensò e conservò il mandato.
Prima di iniziare un rimpasto in giunta, già rivisitata ben 6 volte con il cambiamento di 16 assessori, Dotoli avrebbe voluto approvare i debiti fuori bilancio ma ci sono stati dei dissidi da parte del Pdl. Il mandato di Dotoli a Lucera non è proprio tranquillo ricordiamo infatti gli arresti di due assessori e quattro consiglieri comunali avvenuti lo scorso anno.
Non dimentichiamo poi i malumori che nei mesi scorsi hanno caratterizzato la giunta comunale di Foggia e i vari partiti soprattutto per l’assegnazione delle deleghe all’Udcap che ne uscì politicamente rafforzato grazie alle politiche sociali. Mongelli la definì la ‘giunta della città’ formata da 12 assessori, 8 volti nuovi e 4 confermati (Iuppa, Pellegrino, Russo e Frattulino), 7 tecnici tra cui tre donne. Poi Iuppa però si tirò indietro decidendo di non entrare a far parte della rosa degli assessori.
La Provincia è dunque ultima a cadere nella confusione e nella crisi interne alle giunte, e ogni volta ai cittadini il dubbio sorge: alla base vi è il bene comune, motivi personali, o giochi di potere? A risultati e conseguenze la risposta.
Mariangela Filannino
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a giudicare dal malgoverno amministrativo, politico e burocratico che denuncia Foggia e la Capitanata tutta, cambiare una ssessore o una giunta o un sindaco o un presidente è operazione esclusivamente da casta politica autoreferenziale.
ci vuole ben altro, ben altro.
GG