Cultura e spettacolo | Scritto da 16 gennaio 2013

Manfredonia, per re Manfredi una statua equestre o un gruppo scultoreo?

MANFREDONIA – La commissione ha dissigillato le buste dei partecipanti al concorso di idee per un intervento artistico-scultoreo in onore di re Manfredi. I vincitori sono due, con due elaborati con valutazione di 61/100, uno a nome del prof. Salvatore Lovaglio e l’altro a nome dell’architetto Marianna Di Lauro.

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Il progetto del gruppo capitanato dal professor Lovaglio prevede la realizzazione di una statua equestre in bronzo posizionata direttamente a quota pavimento, ridisegnando in parte piazzale Ferri con sedute costituite da blocchi di pietra sparsi, di diverse misure e altezze. L’illuminazione verrebbe fornita da proiettori a basso consumo e Re Manfredi sul cavallo sarebbe illuminato anche da un proiettore che riprenderebbe i colori della casa di Svevia e dei drappi di Manfredi. La realizzazione del monumento ha un costo pari a 95.000 euro, iva esclusa.

L’elaborato del gruppo guidato dall’architetto Di Lauro prevede, invece, tre ambiti d’intervento tesi alla riqualificazione urbana. L’opera rievoca l’immagine del fondatore della città attraverso un gruppo scultoreo di grandi blocchi in calcestruzzo raffigurante al suolo la figura stilizzata del Re con l’elemento stilizzato della corona. Il tutto attraversato da una luce non invasiva a LED. La realizzazione ha un costo di 55.000 euro, riferito soltanto al primo ambito dell’intervento.

Una seduta pubblica, quella svolta nella sede municipale, a cui hanno assistito anche tre dei soggetti proponenti, seppur per ironia della sorte nessuno degli stessi rientri nell’ex aequo vincente, e che si è svolta con estrema cura al pari dell’attenzione che sin qui aveva contraddistinto la commissione composta dal professor Caratù e dall’architetto Sammarco, presieduta dall’ingegner Lorussi.

Tutto come prevede il bando e quindi si sono dapprima aperti i sigilli delle buste contenenti i dati anagrafici dei partecipanti al concorso di idee e si è verificato se fossero presenti eventuali incompatibilità. Nessuna sorpresa da questo punto di vista.

La sorpresa, se così vogliamo chiamarla, è stata apprendere dalla commissione che dei 10 progetti valutati ci si è trovati costretti ad escluderne altri 2: uno perché riportava le generalità del partecipante in calce alle stampe allegate nel plico, una leggerezza dovuta di certo ad una sbadataggine, ma tale da inficiare la possibilità che fosse preso in considerazione, un altro escluso perché riguardante “un corpo di fabbrica” e carente degli elementi per valutarlo e inserirlo nella graduatoria.

Qualificati, dai titoli e dai curriculum presentati, tutti coloro che hanno voluto partecipare con una propria proposta o con una di gruppo. Architetti, maestri d’arte, ingegneri, scultori, tutte persone che hanno fatto propria la volontà dell’amministrazione di dedicare finalmente un ricordo al fondatore della nostra città, Re Manfredi, e che hanno dedicato tempo, sforzi, magari nottate su nottate non per l’esiguo premio monetario, ma per ben figurare e, magari, vedere realizzata la propria opera proposta.

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