Gema si costituisce: intascati 22mln di tributi a Foggia
FOGGIA – La Guardia di Finanza di Foggia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di peculato, emessa dal Gip del Tribunale di Foggia, Rita Curci, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Lanfranco Tavasci, presidente del Cda della Gema s.p.a. e Giuseppe Corriero, amministratore delegato della stessa. I due sono ora ai domiciliari.
Lanfranco Tavasci, presidente del consiglio di amministrazione della Gema, la società concessionaria della riscossione dei tributi per conto di numerosi Comuni del Foggiano, al momento dell’emissione dell’ordinanza era fuori Italia e ieri sera si è presentato alla caserma della Guardia di Finanza di Foggia.
Dopo le formalità di rito è tornato nella sua abitazione dove ora è agli arresti domiciliari.
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Foggia, coordinate dal sostituto procuratore Antonio Laronga, Tavasci e Corriero si sarebbero appropriati, avendone omesso il riversamento agli Enti territoriali, di una somma di oltre 21 mln di euro, costituita dall’importo dei tributi riscossi per conto di oltre 30 comuni appaltanti della Capitanata.
L’esigenza dell’applicazione della misura cautelare è stata motivata dalla particolare gravità della condotta ascritta agli indagati, in relazione al significativo arco temporale dei fatti contestati (anno 2011 fino a maggio 2012) e all’entità dei tributi confluiti nelle casse della Gema e non riversati ai Comuni.
I finanzieri inoltre sottolineano che si tratta di denaro versato dai contribuenti, “mai come in questo periodo sottoposti ad una notevole pressione fiscale e destinato ai Comuni per essere utilizzato nell’interesse delle comunità locali e per offrire servizi ai cittadini”.
Laura Zotti
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