Faida del Gargano: in manette Mario Luciano Romito
FOGGIA – Mario Luciano Romito, 45 anni, è stato arrestato nella mattinata di ieri in seguito all’ordine di esecuzione di carcerazione emesso il 15 marzo 2010 dal Tribunale di Treviso in merito ad una rapina aggravata ad un portavalori commessa da Romito a Casale sul Sile (nel trevigiano appunto) il 13 gennaio 2001, rapina per cui il pluripregiudicato deve scontare una pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione.
“Pericolosità sociale ed il ruolo criminale da egli rivestito” sono le motivazioni che hanno portato la Questura di Foggia, in collaborazione con il Commissariato ps di Manfredonia, al provvedimento.
Mario Luciano è il fratello di Franco, il presunto boss dell’omonimo clan ‘impegnato’ da anni nella ‘Faida del Gargano’, che il 21 aprile del 2009 fu assassinato (massacrato da una seria interminabile di proiettili) insieme al suo autista Giuseppe Trotta mentre si trovavano nella loro auto a Siponto.
Questo fu solo uno degli oltre cento omicidi prodotti in una trentina d’anni dalla sanguinosa faida in cui sono contrapposti sostanzialmente i Romito di Manfredonia e i Libergolis si Monte Sant’Angelo, le due cosche che si contendono il traffico di droga e armi in tutto il Gargano.
Lo stesso Mario Luciano è scampato per due volte ad altrettanti agguati: il primo, nel settembre 2009, un attentato dinamitardo mentre si recava, con il fratello Ivan, con la sua auto presso la caserma dei carabinieri di Manfredonia dove aveva l’obbligo di firma.
Il secondo, nel giugno del 2010, quando perse la vita il nipote Michele Romito, figlio di Franco, colpito da numerosi colpi di arma da fuoco mentre si trovava in auto con lo zio Mario Luciano che se la cavò con una ferita al mento.
Daniele Bottalico
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