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	<title>Edizione di FOGGIA - Il quotidiano italiano &#187; L&#8217;intervista</title>
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	<description>Foggia in anteprima</description>
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		<title>Miss Mirage: le 2 vincitrici di Foggia si presentano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 11:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Masucci]]></category>
		<category><![CDATA[concorso di bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Mirage]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Rossonera 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Russo]]></category>

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		<description><![CDATA[FOGGIA - Si è tenuta venerdì 17 maggio la serata per l’assegnazione della fascia di Miss Mirage per il concorso di bellezza Miss Rossonera 2013, organizzato da Matteo Bonfitto e giunto ormai alla VI edizione, che anche quest’anno ha portato le proprie bellezze ed aspiranti vincitrici del concorso al ristorante della struttura foggiana per una serata all’insegna della musica e del divertimento. Le vincitrici si presentano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le finaliste della serata scelte tramite il sistema dei ‘mi piace’ alle foto tramite la pagina Facebook del concorso hanno calcato la passerella più volte.</p>
<p>La prima uscita di presentazione, numero ben in vista, pantaloncino rosso e maglietta bianca con il logo del concorso, poi si è dato spazio all’eleganza, con gli abiti firmati Benetton, e l’ultima uscita in costume. Non solo sfilate ma anche tanta musica ha allietato la serata degli ospiti e spettatori seduti ai tavoli ad assistere alla gara.</p>
<p>Una giuria appositamente composta dagli sponsor del concorso che hanno eletto la Miss Mirage di quest’anno, presente, in veste di co-conduttrice assieme a Lello Scarano, la detentrice sia del titolo <strong>Miss Mirage</strong> dello scorso anno che del concorso Miss Rossonera edizione 2012, Veronica Erinnio, che ha di fatto passato la consegna al titolo alla vincitrice di quest’edizione, <strong>Roberta Russo, di Zapponeta, 16 anni</strong>, che ha raccolto il maggior numero di voti tra i giurati.</p>
<p>Ci dice di essere &#8220;una studentessa, d’estate lavoro come barwoman, sono umile, solare, una semplice ragazza, ho una famiglia che ringrazio davvero tanto perché è sempre presente e mi ha dato il permesso di partecipare ai concorsi di bellezza&#8221;.</p>
<p>Poi ci parla delle sue <strong>aspirazioni</strong>: &#8220;Il mio sogno nel cassetto è diventare una direttrice bancaria, e magari entrare nel mondo dello spettacolo. Miss Rossonera - continua - è una bellissima esperienza che consiglierei di fare a molte ragazze, perché si conosce gente nuova, si fanno nuove amicizie e ci si diverte molto, ovviamente non bisogna pensare soltanto alla vittoria, ma anche a divertirsi e a saper vivere questa esperienza&#8221;.</p>
<p><strong>Com’è fare la modella?</strong> &#8220;Fare la modella è molto bello, soprattutto se la passione la si ha sin da piccola, ricordo quando ero piccola e fingevo di essere una modella indossando abiti e tacchi della mia mamma&#8221;.</p>
<p><strong>A quali concorsi hai già preso parte?</strong> &#8220;Ho partecipato a concorsi di bellezza nel mio paese, Zapponeta ( ho vinto due fasce &#8216;Miss Eleganza&#8217;) ho partecipato anche a &#8216;Miss Capitanata&#8217; a Manfredonia e sono stata eletta vincitrice&#8221;. Dai un consiglio alle ragazze che si avvicinano a questo ambiente. &#8220;Un mio consiglio? Bisogna essere sempre se stessi, in qualsiasi situazione, non partire con il presupposto di vincere, ma di divertirsi. E soprattutto non cambiare mai personalità anche quando si viene eletta vincitrice. In bocca al lupo a tutte le ragazze che come me partecipano ai concorsi di bellezza&#8221;.</p>
<p>Eletta <strong>Miss Mirage Web, Antonella Masucci</strong>, <strong>di Stornarella, 18 anni</strong> che ci parla di se e ci dice: &#8220;Da molti anni gioco a pallavolo nello Sporting Ballatore Orta Nova che quest’anno ha conquistato la promozione in serie D. Oltre alla pallavolo mi dedico all’animazione.  Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare una buona pallavolista. Lo sport è tutto per me, la pallavolo ormai è una parte essenziale la pratico da circa 8 anni e sinceramente mi piacerebbe anche fare qualche corso di fotografia. Io amo la fotografia e diventare un ottima fotografa non sarebbe male&#8221;.</p>
<p>Poi <strong>riferendosi al concorso</strong>: &#8220;Penso che sia una bella esperienza,questo concorso da la possibilità di conoscere persone nuove,amiche nuove. E’ un concorso serio con organizzatori all’altezza, impossibile annoiarsi poiché da la possibilità di conoscere posti diversi ogni volta. E’ la prima volta che partecipo ad un concorso di bellezza e si vivono emozioni diverse sensazioni uniche e si fanno molte esperienze, colgo l’occasione per ringraziare chi mi ha dato la possibilità di superare i casting per partecipare al vero e proprio concorso. Sto avendo pian piano le mie piccole soddisfazioni&#8221;.</p>
<p>Infine dà <strong>un consiglio alle ragazze che come lei si vogliono affacciare in questo mondo</strong>: &#8220;Il consiglio che posso dare è di non aver paura di essere giudicate ma di partecipare comunque a concorsi di bellezza seri come Miss Rossonera, dove ci si diverte, si socializza ma soprattutto di vivere tutto al 100% poiché rimane un’esperienza unica. Se dovessi  definire il concorso di miss rossonera in una parola,lo definirei Frizzantissimo&#8221;.</p>
<p><strong>Vincenzo Saponaro</strong></p>
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		<title>F. Venditti: &#8220;cantare è un proposito, non una sfida con papà&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 06:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doriana_davenia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Bianca Guaccero]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[Una vita da strega]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Francesco Venditti, dietro le quinte del Mercadante di Cerignola, continua a cantare nonostante abbia da poco dismesso le vesti di Angelo Santi nel musical 'Una vita da strega'. Con lui facciamo 2 chiacchiere sul successo della commedia di Armando Pugliese e sul suo esordio da cantante e poi con Bianca Guaccero, sua compagna di commedia, sul perché noi donne siamo un po' streghe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dalla serie telvisiva degli anni &#8217;70, passando per il film con Nicolle Kidman: Francesco come hai accettato questa &#8216;rivisitazione&#8217; di Una vita da strega?</strong><br />
<a title="Cerignola: pubblico del Mercadante ‘stregato’ da B. Guaccero" href="http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/cultura-spettacolo/2013/03/news/cerignola-pubblico-del-mercadante-stregato-da-b-guaccero-21448.html/">La nostra commedia </a>non è molto legata alla serie tv, né al film, visto che è un prequel, cioè l&#8217;incontro tra i 2 protagonisti. Il muiscal mi è subito sembrato una cosa fresca. La stessa scenografia è molto essenziale, questo per dare maggior risalto agli attori, alla recitazione, alla musica e ai balletti: è come se fosse un grande provino, dove noi attori possiamo dimostrare la vasta gamma di registri con cui possiamo confrontarci. E penso che questa sia una grande cosa per noi attori: creare un personaggio a cui dare tutte le sfacettature che vogliamo, dentro, ovviamente, ad una storia, ad un contesto, per divertirci e divertire.</p>
<p><strong>E in effetti, questa commedia diverte, ma allo stesso tempo affronta tematiche attuali.</strong><br />
Beh, sì. Ultimamente si parla di crisi e di crisi ancora. Ma di crisi si può parlare anche nel campo dell&#8217;amore: non riuscire a trovare un amore per trovare prima un lavoro che garantisca di poter arrivare alla fine del mese. Ma presto ci si accorge che sì, si ha un lavoro, uno stipendio, ma non una persona con cui condividere un &#8216;momento bello&#8217;, una persona a cui dire: &#8220;ce l&#8217;ho fatta!&#8221;.</p>
<p><strong>Per te, questa commedia rappresenta l&#8217;esordio da cantante, nonostante un padre (Antonello Venditti) dalla voce importante: come hai accettato questa &#8216;sfida&#8217;?</strong><br />
Ho accettato con molta tranquillità, come un gioco, anche perché nel nostro lavoro se non ci si mette in gioco non si va avanti. Proprio per questo, più che di sfida, parlerei di un proposito: quello di cercare di migliorarsi per aggiungere altro al proprio repertorio.  E poi il codice teatrale è ben diverso da quello della musica pop.</p>
<p><strong>Bianca, in una battuta finale della commedia, affermi: &#8220;Tutte le donne sono un po&#8217; streghe&#8221;. Cosa rende le donne un po&#8217; streghe?</strong><br />
Noi donne apparteniamo al mondo delle emozioni, dell&#8217;istinto: mondo inafferrabile e misterioso per gli uomini. Da qui, la metafora della strega, metafora legata a quel nostro universo misterioso, incomprensibile invece all&#8217;universo maschile. Dobbiamo dirlo: l&#8217;uomo è un po&#8217; limitato.</p>
<p><strong>Doriana Davenia</strong></p>
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		<title>Ripalta Bufo: &#8220;portare la lirica in tv, questa la mia vittoria&#8221;</title>
		<link>http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/lintervista/2013/03/news/ripalta-bufo-portare-la-lirica-in-tv-questa-la-mia-vittoria-21344.html/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 06:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doriana_davenia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Giannatempo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia’s got talent]]></category>
		<category><![CDATA[lirica]]></category>
		<category><![CDATA[Ripalta Bufo]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Ripalta arriva con la timida sicurezza dei suoi 22 anni e un fiore tra i capelli che sembra fare di lei una cantante lirica oltre il palcoscenico. Ripalta Bufo, cerignolana doc come dimostra il suo nome, ha partecipato a 'Italia's got talent', il programma televisivo di canale 5, dove si è piazzata quarta. E quando le chiediamo di parlarci della sua esperienza al talent show, lei sembra raccontarci una favola, la sua favola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ripalta, come nasce la tua passione per la musica e per la lirica?</strong><br />
In realtà nasco come musicista, ho l&#8217;indole di strumentista: a 6 anni ho iniziato a suonare il clarinetto piccolo Mi bemolle e a suonare nella banda di fiati in cui suono tuttora. Successivamente, cantando in diversi cori parrocchiali, ho scoperto di avere anche il dono della voce: più cantavo, più mi sentivo bene e notavo che facevo stare bene anche chi mi ascoltava. Così, 5 anni fa, ho tentato l&#8217;esame al conservatorio: sono arrivata tra i primi in graduatoria, una grande sorpresa.</p>
<p><strong>Quindi da musicista a cantante: ma ti sei subito cimentata con la lirica?</strong><br />
No, no. Ho iniziato con la musica leggera, anche se il mio genere conservava comunque un&#8217;impostazione lirica: basti pensare che cantavo i testi dei Matia Bazar, il mio idolo! Poi ho iniziato ad ascoltare i vari cd d&#8217;opera che erano a casa e ad appassionarmi sempre di più. Da lì mi son detta: &#8220;perché non studiare lirica?&#8221;</p>
<p><strong>La lirica, un genere &#8216;raro&#8217; tra i giovani, secondo te perché i ragazzi si avvicinano così poco a tale tipo di musica?</strong><br />
Innanzittutto, perché il mondo della lirica viene sempre visto come un mondo noioso, riservato esclusivamente agli anziani e, in secondo luogo, perché, a Cerignola, la lirica sembra essere una cerchia ristretta: i ragazzi sono troppo concentrati a prendere l&#8217;aperitivo per andare a teatro, considerato &#8216;troppo impegnativo&#8217;. Invece dovrebbero essere educati anche alla passione per il teatro, magari dai genitori o dai nonni stessi.</p>
<p><strong>Anche in televisione, i programmi riservati alla lirica sono piuttosto rari.</strong><br />
Quello che importa al piccolo schermo è l&#8217;audience: evidentemente la lirica non fa molti ascolti. Ma la mia esibizione in tv è stata una sorpresa: dopo la partecipazione a Italia&#8217;s got talent, ho ricevuto un sacco di commenti e messaggi da parte di ragazzi che mi ringraziavano perché attraverso la mia performance, si sono avvicinati al mondo della lirica: la mia vittoria, al di là dei risultati ottenuti, è stata proprio questa. Questo, infatti, era il mio obiettivo.</p>
<p><strong>Secondo te, c&#8217;è un certo &#8216;razzismo&#8217; musicale che lascia più spazio a determinati generi e meno ad altri?</strong><br />
Non parlerei proprio di razzismo. E&#8217; più una questione legata al gusto musicale e a quanto viene offerto e trasmesso dalle radio e dalle tv: molti miei amici seguono la musica definita commerciale, ma non perché a loro piaccia più di tanto, semplicemente perché è quella che viene proposta di più. Sai, persino la mia foto profilo di Facebook è stata oggetto di numerose discussioni: &#8220;ma fai musica rap, che questa musica ci fa dormire&#8221; mi ha scritto un ragazzo.</p>
<p>Ecco, questa è la mentalità dei più giovani, legata anche ad una scarsa cultura: gli altri generi musicali derivano tutti dalla lirica, un po&#8217; come la danza dove tutto si basa sul genere classico. Per questo ho considerato la mia partecipazione a Italia&#8217;s got talent, una grande sfida. Di solito il cantante lirico viene visto nei teatri e meno in tv, ma il piccolo schermo ha molti più spettatori, quindi, è il modo migliore per dare un po&#8217; di cultura lirica.</p>
<p><strong>Ti ha mai scoraggiato questo &#8216;limite&#8217; che segna la lirica?</strong><br />
Non ho mai pensato alle poche occasioni che potrebbe offrirmi la lirica o alle poche persone che potrebbero seguirmi. Nel mio piccolo ho il mio giro di concerti e di matrimoni (questi ultimi mi danno un&#8217;indipendenza economica: sono iscritta anche alla facoltà di Lettere Moderne a Foggia e quindi ho doppie tasse da pagare) e le mie sodisfazioni: a ottobre ad esempio ho duettato con Al Bano Carrisi e spesso canto al Mercadante. Possono sembrare piccole cose, ma sono molto importanti per me. E poi ho sempre avuto il sostegno della mia famiglia, dai miei genitori ai miei fratelli, Vincenzo e Raffaele, anche loro musicisti. Il loro supporto per me è fondamentale.</p>
<p><strong>Hai mai pensato di partecipare a X Factor o Amici?</strong><br />
No. Anche molti amici me lo hanno chiesto. A me non piace l&#8217;idea di un maestro esterno che non conosce la tua &#8216;vocazione&#8217;  debba dire: &#8220;Domani fai questo brano, voglio vedere come lo fai&#8221;. La mia concezione della musica è lavorare su un brano che sta sulla mia vocalità. E poi il mio intento non è quello di vincere il talent show.</p>
<p><strong>E quali sono i tuoi sogni o i tuoi progetti futuri?</strong><br />
Prima di tutto, il diploma al conservatorio che prenderò a giugno o a luglio e poi mi aspetta l&#8217;esame di latino. Italia&#8217;s got talent, comunque è stata un&#8217;ottima vetrina: il maestro Beppe Vessicchio mi ha proposto di fare alcuni concerti per la prossima estate. Poi, probabilmente parteciperò ad un concorso a Milano, a maggio, organizzato da Paolo Limiti in onore della madre, grande appasionata di musica lirica e che verrà trasmesso in tv, proprio per dare un&#8217;occasione di visibilità ai giovani emergenti. E poi&#8230; poi cantare nei teatri più importanti del mondo.</p>
<p><strong>Studi anche Lettere Moderne, ma se in futuro dovessi scegliere tra cantare o  insegnare letteratura  nelle scuole, cosa sceglieresti?</strong><br />
Il canto: è la mia priorità, non ho dubbi.</p>
<p><strong>Parlaci della tua esperienza a Italia&#8217;s got talent.</strong><br />
Ho fatto il provino a ottobre, così per caso, e poi non ho avuto più notizie. A metà febbraio ho ricevuto una telefonata in cui mi dicevano che sarei dovuta essere lì dopo 2 giorni  per la registrazione: ho dovuto scombussolare tutti i miei piani. Ma è stata una bellissima esprienza, la rifarei. La cosa più bella però è il contatto con la redazione dove c&#8217;è una lavoro enorme e minuzioso e tutti sono gentilissimi e premurosi: mi hanno coccolata come una regina. Avevo persino il mio bodyguard che mi seguiva ovunque.</p>
<p>La prima vittoria è stata quella di arrivare in semifinale, una vera e propria prova di arte scenica. Poi la finale che mi ha dato l&#8217;occasione di lavorare constantemente con Vessicchio. Il maestro è una persona molto umana: quando mi ha sentito cantare si è emozionato e mi ha fatto tantissimi complimenti, io ero praticamente sciolta!</p>
<p>Per l&#8217; esibizione dell&#8217;ultima puntata, hanno lavorato tutti per me e per il mio &#8216;gonnellone&#8217;, metri e metri di stoffa e tulle, che avrei voluto utilizzare a mo di copriletto, visto che l&#8217;autore voleva regalarmelo, ma non entrava in macchina. Pochi sanno che 2 minuti di performance sul palco corrispondono a ore di prove, di trucco, parrucco, dove tutto è studiato nel minimo dettaglio.</p>
<p><strong>Quando nessuno dei 3 giudici ha &#8216;buzzato&#8217;, cosa hai pensato?</strong><br />
E&#8217; stato emozionante, incoraggiante. Poi quando Maria De Filippi mi ha chiesto il bis dei &#8216;picchiettati&#8217;, mi son sentita a mio agio e mi son detta: &#8220;è andata!&#8221;. Non ti nascondo che, prima di salire sul palco, ero particolarmente emozionata: &#8220;E&#8217; come cantare al teatro Mercadante, solo che ci sono le telecamere!&#8221; ripetevo tra me e me.</p>
<p><strong>Credevi di poter salire sul podio?</strong><br />
Sì, anche perché ho creduto di deludere il mio paese, non raggiungendo una delle prime 3 postazioni. Però sono fiera del mio quarto posto.</p>
<p><strong>Hai avuto anche l&#8217;apoggio del sindaco&#8230;</strong><br />
Sì, infatti ne approfitto per ringraziarlo. I manifesti più grandi sparsi per la città sono stati finanziati anche dall&#8217;amministrazione: una sorta di ringraziamento alla mia disponibilità che ho dato in diverse occasioni. Ringrazio anche l&#8217;assessore Farina che si è adoperato per me a livello provinciale e il conservatorio &#8216;U. Giordano&#8217; di Foggia  che mi ha supportato e, ovviamente, la mia famiglia: se avessi vinto a Italia&#8217;s got talent, avrei fatto un regalo a mio fratello che a breve compirà 18 anni.</p>
<p><strong>Doriana Davenia</strong></p>
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		<title>Amoruso, da Cerignola alla Reggina con &#8220;passione e sacrificio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 11:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele_bottalico</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Calcioscommesse]]></category>
		<category><![CDATA[Cerignola]]></category>
		<category><![CDATA[coppa intercontinentale]]></category>
		<category><![CDATA[doping]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Amoruso]]></category>
		<category><![CDATA[reggina]]></category>
		<category><![CDATA[stage reggina calcio]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA – Dal suo nuovo incarico a piaghe come il doping e il calcioscommesse, lo stage organizzato dalla ‘Reggina Calcio’ a Cerignola è stata l’occasione per fare due chiacchiere con Nicola Amoruso, nato proprio nel centro ofantino e protagonista di una carriere invidiabile ai massimi livelli (ricordiamo che, tra le altre, Nicola ha militato nella Juventus dove ha vinto una Coppa Intercontinentale nel 1996 a Tokio), prima di passare 'dietro la scrivania' come responsabile del settore giovanile della società calabrese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sei partito da Cerignola come promessa (mantenuta) del calcio, torni oggi per offrire alle nuove generazioni il sogno di una carriera simile alla tua. Che effetto fa?</strong><br />
Sono felice di essere tornato perché è la mia terra, sarei contentissimo se riuscissimo a tirare fuori qualche ragazzo, a valorizzarlo. Inoltre è un modo per stare insieme, per conoscersi,una giornata di sport che ci lega. Spero ce ne siano altre di occasioni del genere.</p>
<p><strong>Quali sono le chiavi del successo?</strong><br />
Ci vuole tanta tanta passione, sacrifici e un pò di fortuna. Non bisogna mai mollare anche quando ti si chiude qualche porta. Crederci sempre è fondamentale, il talento non basta da solo.</p>
<p><strong>Dai campi della serie A al &#8216;dietro le quinte&#8217; del settore giovanile. E&#8217; stato traumatico il passaggio dall&#8217;attività agonistica a quella dirigenziale?</strong><br />
No, non è stato traumatico, anzi, è un&#8217;esperienza bellissima che mi sta insegnando tanto. Arriva il momento nella vita dove si ha bisogno di cambiare, di avere nuovi stimoli e fare nuove esperienze. Bisogna essere umili e capire quando è il momento di dire basta e passare ad altro.</p>
<p><strong>Quale delle 14 squadre in cui hai militato ti è rimasta più nel cuore?</strong><br />
Sono legato a tutte perché tutte mi hanno dato qualcosa di importante ma, se proprio devo scegliere, dico Reggina sia par l&#8217;amore che mi ha dato Reggio che per la possibilità che mi sta dando ora, che Juventus naturalmente: è la squadra che mi ha dato prestigio e fatto vincere titoli in Italia e nel mondo.</p>
<p><strong>Passiamo a temi di attualità, purtroppo negativi. Cosa ci puoi dire del calcioscommese, piaga che vede coinvolti tanti calciatori. Hai mai avuto la sensazione che un tuo compagno sia sceso in campo diciamo &#8216;molle&#8217;?</strong><br />
Le partite molli esistono, magari a fine campionato si è più rilassati, ma la vendita delle partite è la cosa più triste che possa esistere. Per quanto mi riguarda non mi sembra di aver mai notato nulla di strano intorno a me. Ripeto, ci può stare che, magari a fine stagione quando gli obiettivi sono stati ormai raggiunti, si scenda in campo senza quella cattiveria sportiva che è sempre necessaria quando sei un professionista.</p>
<p><strong>E del fenomeno del doping, nel calcio come in altri sport, cosa ne pensi?</strong><br />
Altro capitolo triste che bisogna combattere e credo che negli ultimi anni siano stati fatti dei passi in avanti, anche grazie ai nuovi sistemi. Purtroppo è un problema di cultura, del voler bruciare per forza le tappe per arrivare in alto. Perché il messaggio che  è sempre passato è sbagliato, e cioè che conta solo vincere, non importa come.</p>
<p><strong>Daniele Bottalico</strong></p>
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		<title>Antonella Genga, comicità e femminilità in viaggio col Mudù</title>
		<link>http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/lintervista/2013/02/news/antonella-genga-comicita-e-femminilita-in-viaggio-col-mudu-18936.html/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 11:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonella Genga]]></category>
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		<category><![CDATA[teatro Mercadante]]></category>
		<category><![CDATA[Uccio Desantis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/?p=18936</guid>
		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Simpatica, prorompente nei modi e nella fisicità, è Antonella Genga, star del Mudù spesso sul palco del Mercadante di Cerignola grazie alla rassegna 'L'importante è ridere' proposta annualmente da ADManagement eventi. Femminile quanto divertente con un grande sorriso si presta a rispondere a qualche domanda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spesso la comicità porta ad assumere atteggiamenti buffi a discapito della sensualità. Lei, invece, riesce ad essere tanto divertente quanto femminile. Qual&#8217;è il segreto?</strong><br />
Che bella cosa che mi hai detto, grazie. La femminilità però ce l’hai o non ce l&#8217;hai, io credo che se la comicità è gradevole, non volgare, si può essere comici, divertenti e leggeri senza perdere in femminilità.</p>
<p><strong>Origini baresi, accento barese, sketch tv che giocano proprio sulle tipicità pugliesi. Cosa le dà e cosa le toglie essere cittadina di Bari?</strong><br />
La fortuna del barese e avere una lingua simpatica, musicale, ma questo non mi agevola fuori dalla nostra regione, la Puglia è la punta dello stivale. Se hai caratteristiche tipiche di una regione in Italia non riesci a fare altro, la mia scelta è stata questa e piace alla mia terra, ciò non vuol dire che non possa o non voglia crescere, ci sono già state infatti esperienze, aspetti e momenti in cui ho potuto mostrare altro. Tutto considerato non voglio limitarmi al comico, c&#8217;è anche il teatro e il cinema dove ho avuto piccole parti in film come attrice.</p>
<p><strong>Come si trova con il cast del Mudù?</strong><br />
Bene da sempre, lo testimonia il fatto che siamo insieme da 11 anni, merito di Uccio che è un buon esempio. Ora vorremmo l&#8217;occasione di fare qualcosa a livello nazionale, chi non è pugliese ci chiede come mai non riusciamo, e tutto questo dove lo portiamo se non ci offrono una chance a livello nazionale?</p>
<p><strong>Machiavelli diceva che, per riuscire nella vita, occorrono capacità, occasione e fortuna. Tolte le indubbie capacità, che ruolo hanno giocato nella sua carriera gli altri due fattori?</strong><br />
E&#8217; vero, la fortuna gioca un ruolo importante, ma le occasioni deve cercare di crearle. Per adesso di fortuna nella mia carriera ce n’è stata poca, ci vorrebbe una ‘stambata’ più forte, io l&#8217;aspetto.</p>
<p><strong>Lei è spesso a Cerignola grazie alla collaborazione con AdManagement, com’è questo sodalizio con l&#8217;agenzia nostrana?</strong><br />
Con Antonio Detoma c&#8217;è simpatia e rispetto professionale, anche Uccio e Sardella lavoro molto in questa zona. Tutto si basa sul rispetto dei ruoli che è importante, le cose non funzionano se l&#8217;attore fa ciò che spetta all&#8217;agenzia o viceversa. Io ci metto la fantasia l&#8217;arte ma non credo di essere capace nelle questioni manageriali, cosa che invece riesce più che bene ad Antonio che ha fatto tanto per questa terra ed è sempre alla ricerca di nuovi talenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rosaria Albanese</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Eldorado ai rifiuti di Foggia, due chiacchiere con Luxuria</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Dec 2012 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele_bottalico</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Cerignola]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Eldorado]]></category>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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		<category><![CDATA[vladimir luxuria]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA- La presentazione del libro ‘Eldorado’ di Vladimir Luxuria all'ExOpera di Cerignola è stata anche occasione per porre al transgender foggiano alcune domande sia sul contenuto del libro che su temi di stretta attualità come la posizione della Chiesa sulle coppie gay o la problematica questione rifiuti nella ‘sua’ Foggia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cosa l&#8217;ha spinta a scrivere questo libro?</strong><br />
Scrivere, come direbbe Walter Benjamin, rappresenta una necessità: quando hai in mente delle storie da raccontare non puoi fare a meno di farlo e io ho avuto un forte bisogno di scrivere quello che avevo in testa.</p>
<p><strong>Quando è &#8216;nato&#8217; Eldorado?</strong><br />
Alcuni anni fa fui invitata a Roma, al Palazzo della Provincia, ad un dibattito sull&#8217;Olocausto un dibattito particolare. Erano stati invitati i rappresentati delle comunità deportate nei campi di sterminio:  il rappresentante della comunità ebraica di Roma, un esponente della comunità rom, un rappresentante dei diversamente abili e poi io, chiamata a rappresentare gli omosessuali.</p>
<p>Per non arrivare impreparata mi sono quindi andata a documentare e, una notte mentre ero al computer, ad un certo punto mi è &#8216;apparsa&#8217; sullo schermo l&#8217;immagine di una persona, una specie di &#8216;apparizione mistica&#8217;. Aveva una parrucca ed un vestito anni 30&#8242;,e ho avuto come la sensazione che &#8216;mi stesse chiedendo&#8217; di raccontare la sua storia.</p>
<p>Documentandomi ho scoperto che si trattava di Sturm, una &#8216;Drag Queen&#8217; che si esibiva all&#8217;Eldorado, uno storico locale di Berlino frequentato da gente &#8216;tranquilla&#8217;, gay e non, gente famosa e gente comune. Continuando nelle mie ricerche ho scoperto l&#8217;1 marzo del 1933 l&#8217;Eldorado fu sfasciato da una squadra di giovani nazisti mandati da Hitler che, tra le altre cose, arrestò chi c&#8217;era all&#8217;interno del locale.</p>
<p>Successivamente questi furono trasferiti nei lagher dove furono torturati e uccisi perché &#8216;colpevoli&#8217; di non essere eterosessuali. Dato che non volevo fare un saggio storico ma un romanzo, ho deciso di inventarmi la storia di Raffaele, un giovane 18enne foggiano con il sogno di andare ad esibirsi all&#8217;Eldorado. Ho cercato quindi di mettere insieme storia e romanzo attraverso la &#8216;denuncia&#8217; di Raffaele.</p>
<p><strong>Quanto di biografico c&#8217;è in Raffaele, quanto della sua adolescenza a Foggia?</strong><br />
Di autobiografico vi sono solo le tradizioni foggiane e pugliesi e l’ironia, antidoto favoloso contro la cattiveria, lo consiglio a tutti. A 15-16 anni, quando passeggiavo per Foggia, allora io non ero visibile, ero fosforescente, ricordo le schiere di ragazzi che si aprivano al mio passaggio come il mar Rosso al passaggio di Mosè, poi dietro mi gridavano &#8220;ricchiò&#8221;, &#8220;mezzafè&#8221;, per me erano petali di rose, l&#8217;importante era apparire.</p>
<p>Ciò che invece ricordo ancora con un certo dispiacere è un episodio successo alle elementari: un mio compagno disse: &#8220;maestra lo sai che a Vladimiro piacciono i maschi?&#8221; e le mi chiese: &#8220;è vero?&#8221;, io risposi di sì e lei mi disse di avvicinarmi alla cattedra e mostrarle le mani. Presi una forte bacchettata, non fu tanto il dolore fisico quanto l&#8217;aver capito che dire la verità non premiava. E&#8217; un episodio che ricordo ancora con una certa amarezza.</p>
<p><strong>Dall&#8217;olocausto ad oggi non molto pare essere cambiato: secondo la Chiesa le coppie gay sarebbero una minaccia alla pace, il governo italiano ancora non accetta le unioni omosessuali. Qual è il suo parere?</strong><br />
Fra un po&#8217; diranno che gli tzunami sono colpa dei gay. Le minacce alla pace sono altre, sono l&#8217;ignoranza e l&#8217;omofobia. Voglio ricordare che, per esempio, paesi fortemente cattolici come Spagna, Belgio, Argentina e Inghilterra accettano i matrimoni gay. Io credo che Dio sia amore, ha solo cattivi rappresentanti sulla terra e, se è amore, non guarda certo al sesso ma solo a ciò che c&#8217;è nel cuore, perciò tutti abbiamo il diritto di pregare davanti a un crocifisso o a una Madonna.</p>
<p>Detto questo la Chiesa è libera di avere la propria posizione ma non bisogna confondere il &#8216;peccato&#8217; con il &#8216;reato&#8217;. Io non mi candiderò più, se non a miss Italia, al nostro parlamento c’è tanta ipocrisia. Io non sono una strafiga ma forse data la media parlamentare, ricevevo tante telefonate e tanti messaggi dai colleghi che volevano uscire con me poi facevano i bigotti quando si parlava di unioni gay. Un parlamento omofobico.</p>
<p><strong>A preoccupare Foggia in questi giorni l&#8217;emergenza rifiuti, cosa ha pensato tornando a casa tra strade coperte di sacchetti di immondizia?</strong><br />
Sono sinceramente dispiaciuta, ci vorrebbe una maggiora cultura della raccolta differenziata, un minor uso di imballaggi e plastiche. Passando dalle edicole si vedono ancora giornali pieni di pellicole e copertine molte volte superflue. Dovremmo tornare a una vita più semplice, più naturale, meno ‘industriale’. In Honduras nel reality ‘L’isola dei famosi’, macchia sul mio curriculum, non avendo commesso reati ho così compensato, ho imparato a cacciare il cibo, a mangiare in stoviglie naturali, foglie o bambù, e a convivere con una natura potente, disastrosa ma anche benevola.</p>
<p><strong>Daniele Bottalico</strong><br />
<strong>Marica Croce</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inceneritori: Capitanata Rifiuti Zero intervista sindaco di Manfredonia</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 18:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Riccardi]]></category>
		<category><![CDATA[borgo tressanti]]></category>
		<category><![CDATA[capitanata rifiuti zero]]></category>
		<category><![CDATA[Cerignola]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[Manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco di manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[termovalorizzatore]]></category>

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		<description><![CDATA[MANFREDONIA - E' l’associazione 'Capitanata Rifiuti Zero' a rivolgere al Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, 10 domande sul "termodistruttore sito in località Feudo della Paglia, agro di Manfredonia, ma vicino a Borgo Tressanti (Cerignola)”. E Riccardi risponde.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono mai stati effettuati studi epidemiologici quartiere per quartiere e in base al sesso a Manfredonia?</strong><br />
Nel 1999 è stato pubblicato il resoconto del “Registro dei tumori del Comune di Manfredonia 1960 &#8211; 1994” ad opera del prof. Cesare Maltoni ed altri autori cui l‟Amministrazione Comunale aveva affidato l&#8217;incarico di indagare sulle frequenze delle cause di morte e sulle loro variazioni storiche in un periodo di grandi modificazioni delle stesse, dovute al controllo delle malattie frequenti nel passato, all&#8217;aumento della frequenza di altre patologie causate dai mutamenti delle condizioni di vita collegate al modello di sviluppo industriale e consumistico, all&#8217;invecchiamento della popolazione.</p>
<p>Il “Registro”, che classifica la popolazione per sesso e per classi di età, consente di avere indicazioni sull&#8217;incidenza delle malattie più gravi e di valutare le variazioni storiche nel nostro territorio. Nel 2011 sono stati resi noti dalla rivista “Epidemiologia e Prevenzione” (5-6 Suppl. 3 &#8211; 2011), i risultati dello studio “Sentieri” (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento).</p>
<p>Svolto nell&#8217;ambito del “Programma Strategico Ambiente e Salute”, promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità, il progetto ha analizzato con una metodologia omogenea la mortalità per 63 gruppi di cause nel periodo 1995-2002 nelle popolazioni residenti in 44 Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche (SIN), per un totale di circa 6 milioni di cittadini in 298 Comuni.</p>
<p>I SIN oggetto dello studio, il cui territorio viene definito nei rispettivi Decreti istitutivi, sono distribuiti su tutto il territorio nazionale e comprendono anche il Comune di Manfredonia. Gli autori del progetto “Sentieri” condivideranno i risultati con i Ministeri della Salute e dell&#8217;Ambiente, le Regioni, le ASL, le ARPA ed i Comuni interessati.</p>
<p>Questo consentirà l&#8217;attivazione di collaborazioni fra le strutture pubbliche con competenze in materia di protezione dell&#8217;ambiente e di tutela della salute, sulla base delle quali sarà possibile una comunicazione con la popolazione, scientificamente comprovata e chiara. Per tale motivo i risultati relativi a Manfredonia saranno oggetto di valutazione in apposito convegno pubblico, che sarà organizzato appena acquisita la disponibilità dei diversi soggetti competenti in materia.</p>
<p><strong>All’epoca della firma del Secondo Protocollo aggiuntivo in cui c’è l’inceneritore ETA, Lei che ruolo svolgeva per il Contratto d’Area?</strong><br />
Nessuno.</p>
<p><strong>Perché, nonostante un progetto innovativo nel cassetto ormai da più di un anno finanziato, non parte la raccolta differenziata porta a porta a Manfredonia?</strong><br />
In data 10 agosto 2011, questo Comune ha presentato un progetto per partecipare al Bando regionale FESR “Potenziamento dei servizi di raccolta nei Comuni attraverso l&#8217;introduzione di metodi innovativi di raccolta differenziata integrata”. Per tale progetto è previsto un investimento totale pari a circa 4 milioni di Euro. Dopo una lunga istruttoria, eseguita dal Nucleo di Valutazione Regionale, in data 19 giugno 2012 ci è stata comunicata la positiva conclusione con il riconoscimento di un finanziamento di 236.571,33 Euro pari a circa il 6% della somma necessaria per attivare l&#8217;intero progetto.</p>
<p>L&#8217;esiguo contributo, previsto dalla misura, finanzia l&#8217;elaborazione del progetto funzionale e le attività d&#8217;informazione e di formazione del cittadino. In data 11 settembre 2012 è stato firmato il protocollo d&#8217;intesa. Il progetto di raccolta differenziata integrata sarà realizzato appena sarà possibile reperire le relative risorse. Affermare che conserviamo nel cassetto progetti già finanziati, non risponde al vero. Sollevare sospetti e diffidenze nei confronti dell&#8217;Amministrazione Comunale alimenta il calderone dei pregiudizi, ma non giova al serio ambientalismo che dovrebbe essere fondato su dati di fatto e non sulla disinformazione dei cittadini.</p>
<p><strong>È consapevole che dal 2012 il Parlamento Europeo si è posto come obiettivo l’eliminazione di discariche e di inceneritori?</strong><br />
Sono consapevole del fatto che la risoluzione votata dal Parlamento Europeo l&#8217;8 maggio 2012 conferma le iniziative della Commissione per portare, entro il 2020, a zero il residuo ed escludere dall&#8217;incenerimento tutto ciò che può essere compostato o riciclato. Sostenere, pertanto, che dal 2012 si è posto “come obiettivo l&#8217;eliminazione di discariche e inceneritori” non è corretto poiché porta a interpretazioni sbagliate.</p>
<p>Nella vasta ed articolata risoluzione l&#8217;Europarlamento, infatti, esorta a “portare i rifiuti residui vicino allo zero e a formulare proposte entro il 2014 in vista della graduale introduzione di un divieto generale sui rifiuti in discarica a livello europeo e per la graduale eliminazione, entro la fine di questo decennio, di incenerimento di rifiuti riciclabili e compostabili”.</p>
<p>L&#8217;Europarlamento ritiene che dovrebbero esserci misure di transizione adeguate, come l&#8217;ulteriore sviluppo di norme comuni sulla base del ciclo di vita; invita la Commissione a rivedere al 2020 gli obiettivi di riciclaggio della direttiva-quadro sui rifiuti. Ribadisce il parere che una tassa sulle discariche &#8211; già introdotta da alcuni Stati membri &#8211; potrebbe anche contribuire a conseguire gli anzidetti scopi.</p>
<p><strong>Conosce con certezza la provenienza di tutti i rifiuti che verranno bruciati nel forno del Gruppo Marcegaglia?</strong><br />
Se riuscissi a prevedere il futuro farei un altro mestiere. Io mi attengo a quanto prescritto da Governo, Regione, ARPA e tutti gli altri Enti preposti, per rilasciare l&#8217;autorizzazione all&#8217;esercizio dell&#8217;impianto. Immissioni ed emissioni dovranno essere oggetto di rigorosi controlli, da parte degli organi di vigilanza, in base alle norme vigenti e comunque l‟impianto può ricevere solo “CDR” (Combustile Derivato da Rifiuti) con codice CER 191210. Le caratteristiche del sistema di combustione sono conformi al D.M. del 5/2/1998 come si evince dall‟AIA Regionale pubblicata sul BURP n. 155 del 7/10/2010.</p>
<p><strong>Ha mai letto la relazione del dott. Stefano Montanari sulle nanoparticelle che verranno emesse dal termodistruttore?</strong><br />
Conosco la relazione del dott. Montanari, così come quelle di altri insigni scienziati che ne contraddicono le tesi.</p>
<p><strong>Si fida dei dati ufficiali sulle emissioni che l’azienda fornirà all’ARPA?</strong><br />
Io mi fido dell&#8217;ARPA, della competenza e dell&#8217;onestà degli addetti che vi operano.</p>
<p><strong>Che tipo di compensazioni ha ricevuto o riceverà l’Amministrazione e perché il Consiglio Comunale non ne discute?</strong><br />
Al momento informo che all&#8217;allegato A della determina sull&#8217;AIA di cui sopra al punto 11 Comunicazione Ambientale si legge: “il Gestore, inoltre, dovrà predisporre e sottoporre all&#8217;approvazione della Regione Puglia, sentite le Amministrazioni Comunali di Cerignola, Manfredonia e Foggia, un programma di misure di compensazione dell&#8217;intervento di insediamento dell&#8217;impianto che tenga conto del complessivo equilibrio del sistema di gestione dei rifiuti solidi urbani”. Pertanto, considerato che il tutto viene seguito con attenzione, non appena si avranno elementi utili, li porteremo in Consiglio Comunale per raccogliere eventuali osservazioni in merito.</p>
<p><strong>Sa che il Comune di Manfredonia risulta parte lesa nei fascicoli d’inchiesta aperti dalla Procura?</strong><br />
Il nostro Comune è parte lesa in ogni procedimento che vede coinvolti gli interessi del nostro territorio. Formalizzate le responsabilità, sarà cura dell&#8217;Amministrazione valutare le opportune azioni da promuovere.</p>
<p><strong>Farebbe mai vivere delle persone alle quali vuole bene vicino ad un inceneritore?</strong><br />
Sì, se le tecnologie impiegate per il processo sono adeguate ad abbattere le emissioni entro i limiti di legge ed i controlli effettuati sono rigorosi. In alcune città del Nord Italia e in molti Paesi del Nord Europa gli inceneritori si trovano nei pressi delle città o addirittura nelle città. Sono Paesi civili, molto più avanti di noi nella tutela dell&#8217;ambiente e nella salvaguardia della salute.</p>
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		<title>Matteo Ianneo: Marte vista da Cerignola</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 06:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doriana_davenia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Cerignola]]></category>
		<category><![CDATA[Marte]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Ianneo]]></category>
		<category><![CDATA[scoperte]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Di lui se ne parla in tutto il mondo. Meno in Italia e ancor meno nel suo paese d'origine, Cerignola. Matteo Ianneo, ricercatore 'marziano' 47enne, perito industriale e anche compositore, ci ha raccontato le sue teorie sul pianeta rosso e mostrato con soddisfazione il libro 'Messaggi da Marte' da lui scritto che raccoglie una parte delle sue ricerche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Qual è stata la tua prima scoperta?</strong><br />
La mia prima scoperta risale al 2009 ed è il volto di Gandhi. Appena la pubblicai gli americani dissero che quel volto era già stato visto da loro e come conferma presero un documento in Pdf che riportava come anno della scoperta il 2010.  Intervenne in mia difesa Jonathan Living, anche lui studioso di Marte, il quale dichiarò che quel volto non era mai stato scoperto da nessun altro. Nel 2011 ho scoperto la &#8216;Sacra Sindone&#8217;. Poi ho fatto numerose altre  ricerche e ad ognuna ho dato un nome: &#8216;Il Samurai&#8217;, &#8216;La statua della Libertà&#8217;, &#8216;La statua greca&#8217; e molte altre ancora. Le mie scoperte sono circa 300.</p>
<p><a href="http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/wp-content/uploads/2012/10/gandhi1.jpg" rel="wp-prettyPhoto[g14419]"><img class="aligncenter size-full wp-image-14431" title="gandhi" src="http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/wp-content/uploads/2012/10/gandhi1.jpg" alt="" width="281" height="179" /></a></p>
<p><strong>Quali strumenti bisogna avere per fare queste ricerche?</strong><br />
Prima di tutto un buon cervello, perchè spesso do le coordinate ma chi poi va a guardare non vede niente, una buona esperienza di software e  tanta pazienza: io ho fatto queste ricerche con un vecchio modem perché alle Fornaci non c&#8217;è l&#8217;Adsl, ho passato notti e notti in bianco per riuscire a vedere delle immagini.</p>
<p><strong>Hai dichiarato che in tutto il mondo si parla delle tue scoperte, ma poco in Italia: perchè secondo te?</strong><br />
Sinceramente non lo so e non mi interessa molto saperlo: dagli italiani ho ricevuto solo  offese e critiche, quando invece dovrebbero essere orgogliosi. Si parla di me in America, in India, in Corea, in Giappone, in Russia, ci sono numerosi siti che parlano di me, l&#8217;ultimo dei quali &#8216;The European Union Times&#8217;. Mah, forse altrove hanno una mentalità più aperta della nostra, senza dimenticare che l&#8217;Italia è anche la sede del papa e certe cose vengono trattenute. Su Marte ci sono molte analogie con la Terra e questo mi ha fatto supporre che la storia che ci viene raccontata è stata manipolata per un equilibrio che si basa sulla religione. E poi io non ho alcun titolo di studio, solo un buon occhio visivo: probabilmente c&#8217;è qualcuno che frena le mie ricerche, qualcuno che ha più lauree&#8230;</p>
<p><strong>E a Cerignola come hanno accolto le tue scoperte?</strong><br />
E&#8217; meglio lasciar perdere. Mi hanno dato del pazzo, del drogato, del ciarlatano, di uno che  soffre di allucinazioni e per questo sono molto amareggiato. Due sono le cose: o non sono interessati o sono presi da altro, come ad esempio dalla politica e dall&#8217;economia. Io sono popolare in tutto il mondo e invece a Cerignola non ho ricevuto neanche le difese del sindaco. Avrei voluto organizzare anche una mostra per far vedere alcune delle  mie scoperte e per far capire alla gente la loro  importanza, invece, niente, mi ridono in faccia. La nostra mente non accetta quello che va oltre la vita normale.</p>
<p><strong>Una nostra lettrice, commentando l&#8217;articolo che abbiamo scritto sul tuo lavoro, ha scritto che &#8216;queste scoperte non sono comprovate da nessun dato scientifico e che si possono spiegare con la pareidolia (è l&#8217;illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili, naturali o artificiali, dalla forma casuale.) e con effetti di compressione&#8217;, cosa senti di dire a riguardo?</strong><br />
E&#8217; facile parlare e criticare. Ma quando si critica una cosa, bisogna anche comprovarla con degli studi, così come ho fatto io. Dici che effetto della pareideloia, bene, allora dimostramelo. Si può parlare di pareidolia con le nuvole: esse, stando in movimento, possono assumere varie forme, ma la stessa cosa non si può fare su Marte. Questo fa capire che c&#8217;è gente molto ignorante, ottusa e talvolta anche invidiosa.</p>
<p><a href="http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/wp-content/uploads/2012/10/città.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-14448" title="città" src="http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/wp-content/uploads/2012/10/città.bmp" alt="" /></a></p>
<p><strong>Ti hanno mai scoraggiato le critiche ricevute?</strong><br />
No, affatto, perché le persone sono solo buone a criticare l&#8217;operato di chi ha speso ore della sua vita. Accetto le critiche perché in ognuna di esse c&#8217;è positività. Ma non riesco ad accettare le offese: si può avere un diverso modo di pensare, ma si deve avere rispetto per le idee diverse, senza offederle. Ma sentirmi dare del pazzo e del ciarlatano, no, questo non lo accetto.</p>
<p><strong>Non tutti accettano la possibilità che su Marte possano esserci forme di vita. Quali e quanti ostacoli hai dovuto affrontare nel sostenere le tue tesi?</strong><br />
Gli studiosi di Marte rappresentano tale pianeta tutto rosso, morente, fatto di sabbia, di crateri dovuti a cadute di meteoriti, senza alberi, nè vita: io invece ho provato tutto il contrario, boschi, alberi (questo vuol dire che sul pianeta rosso c&#8217;è ossgeno), raffigurazioni di altri popoli. E&#8217; normale che chi ha sempre sostenuto che lì non c&#8217;è mai stata vita, non può accettare questa mia tesi e per me va bene così. Ma l&#8217;ostacolo più pesante che ho dovuto  affrontare è stato il mancato supporto da parte delle persone più vicine e della città stessa.  Scontrarmi contro il mondo da solo senza avere neache l&#8217;appoggio degli italiani, è stato pesante: io considero i miei connazionali un po&#8217; come parenti e invece da loro non ho ricevuto nessun appoggio, non hanno saputo comprendere le mie ricerche, ma io continuo a studiare senza abbattermi. Vivo nella speranza che un giorno, alle mie ricerche, verrà dato il giusto valore.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi progetti?</strong><br />
Tra un mese uscirà il mio libro &#8216;Messaggi da Marte&#8217;, scritto sia in italiano che in inglese e sarà disponibile anche su e-Book. Per la realizzazione di tale lavoro ho impiegato un anno:  il libro contiene una parte delle mie scoperte, correlate da immagini. Esso rappresenta le mie fatiche ma, soprattutto, una grande soddisfazione: è la prova dei miei studi, delle mie ricerche. Poi vorrei pubblicarne altri due e spostare i miei studi sulla Terra. Certo, avrei voluto avere almeno 20 anni in meno, ma come ho detto prima, sono convinto che il tempo  darà il giusto valore alle mie fatiche.</p>
<p><strong>Doriana Davenia</strong></p>

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		<title>Alessandra Di Girolamo: da X Factor alla musica dei dj di Cerignola</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 11:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doriana_davenia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Di Girolamo]]></category>
		<category><![CDATA[Arisa]]></category>
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		<category><![CDATA[elio]]></category>
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		<category><![CDATA[simona ventura]]></category>
		<category><![CDATA[X Factor]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Ha incantato giudici e pubblico di 'X Factor' con la sua 'voce cristallina', lei che in realtà si definisce una "cantante improvvisata". Alessandra Di Girolamo, 31 anni, mamma e commessa di Cerignola, è appena tornata da Milano dove, purtroppo, non ha superato l'ultima fase dell'ambito talent-show. Qualcuno potrebbe pensare che sia delusa, ma non è affatto così: Alessandra, nella sua figura esile, ha una carica esplosiva che lascia senza fiato, e ci svela con passione i suoi futuri progetti e l'amore per la sua famiglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come e quando nasce la tua passione per la musica?</strong><br />
Quando ero una bambina e qualcuno in macchina accendeva la radio, io mi isolavo e non ascoltavo più chi era con me in auto: già allora iniziai a capire che la musica rappresentava per me qualcosa di fondamentale. Poi, verso i 12 anni, mi chiudevo in cameretta e cantavo da sola: ero una fan sfegatata dei &#8216;Take That&#8217;, imparavo tutte le canzoni a memoria e tutti i balletti.</p>
<p>La mia cameretta era il mio palcoscenico e questo mi bastava, per tale ragione non ho mai pensato alla musica come un&#8217;opportunità di lavoro. E così ho continuato anche quando è nato mio figlio: lui gironzolava nel girello e io cantavo (qualcuno potrà pure pensare che sia una mamma snaturata, ma a scuola, i professori lo hanno scelto per seguire un corso di batteria, dicono che ha senso per il ritmo).</p>
<p><strong>Che cosa rappresenta per te la musica?</strong><br />
La musica in realtà è uno sfogo, un &#8216;espressione dell&#8217;anima, chi canta, canta una parte di sè. Poi, quando è morta una ragazza si è trasformata in necessità: lì ho capito che la vita è adesso, che non è eterna e che devi cercare di realizzare al massimo quello che desideri. In quell&#8217;istante, tutto quello che ho represso per tanti anni, tutta la passione che ho nascosto sempre nella mia cameretta, è esplosa. In quell&#8217;istante ho capito che volevo arrivare agli altri con la mia voce.</p>
<p><strong>&#8220;Il mio compagno dice che sono una fallita: sono venuta qui per provarci&#8221; hai dichiarato sul palco di &#8216;X Factor&#8217;&#8230;</strong><br />
Poverino, lo hanno definito persino un cafone: non se lo merita assolutamente. In realtà è stato un gioco. Il mio compagno mi conosce fin troppo bene e sa che amo le sfide. Lui sapeva che così dicendo, avrebbe acceso in me un fuoco e che quella fiamma non si sarebbe spenta se non avessi dimostrato che non sono una fallita. Lui sapeva che stuzzicandomi, mi avrebbe spronata e così sarei riuscita a salire sul palco. E&#8217; lui che mi iscrive ai concorsi: crede nelle mie capacità più di me. Quando ha saputo degli ultimi risultati, non ha parlato per due giorni&#8230; Già mi immaginava accanto a Lady Gaga!</p>
<p><strong>Come hai reagito quando hai ottenuto i quattro &#8216;sì&#8217; dai giudici (Arisa, Elio, Morgan, Ventura)?</strong><br />
Credevo di essere in un sogno. Difatti, al termine dell&#8217;esibizione ho chiesto di prendermi a schiaffi perché non ci credevo. Io non mi sono resa conto di quello che stavo vivendo, nè durante i provini a Bari nè durante gli ultimi a Milano. Mi sentivo come su di una nuvoletta, guardavo gli altri, ma non ero molto concentrata su di me. Prima di emozionarmi per i quattro sì, mi sono emozionata per l&#8217;applauso del pubblico, persone che io non conoscevo: Simona Ventura infatti disse che era la prima volta che durante quella serata, notava così tanta attenzione.</p>
<p>Così sono scoppiata a piangere, e non perché mio marito mi maltratta: è stato un pianto di liberazione perché sul palco è stato riconosciuto il  mio talento, un talento che ho senza aver studiato, solo l&#8217;anno scorso, per tre mesi, sono andata a scuola di canto, un talento che è un dono di Dio. Dopo la nascita di mio figlio è stata la soddisfazione più grande. Non credevo di poter trasmettere quello che ho nascosto per tanti anni nella mia cameretta, in quella esibizione di un minuto e mezzo: su quel palco, in quel minuto, sono esplosa.</p>
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<p><strong>Dei quattro giudici, chi temevi di più?</strong><br />
Sinceramente nessuno, ma probabilmente perché non ho realizzato quello che stavo facendo, ero una sorta di &#8216;dilettante allo sbaraglio&#8217;. Sono andata lì come se stessi andando a fare la spesa, come se fosse un gesto quotidiano. Solo quando hanno inziato ad intervistarmi, a farmi qualche foto, ho iniziato a realizzare che in fondo c&#8217;era qualcosa di importante da affrontare. Ma, a parte tutto, loro sono stati tutti dolcissimi con me.</p>
<p><strong>Hai intenzione di partecipare nuovamente?</strong><br />
No, perché non mi piace fare le stesse cose. Ad esempio, l&#8217;anno scorso ho partecipato al concorso &#8216;Mia Martini&#8217; arrivando in semifinale con un inedito, ma quest&#8217;anno mi sono iscritta a X Factor e al Tour music fest, ho già fatto il primo provino e sono in attesa di sapere se andrò in finale. Vivo d&#8217;istinto: se dovessi rifare la stessa esperienza, diventerebbe un&#8217;esperienza falsificata perché so già a cosa andrei incontro. E poi non mi piace forzare il destino: se qualcosa deve avvenire, avviene subito. Io voglio essere una cantante nella vita, ma non voglio impostare questa cosa, deve avvenire in maniera naturale.</p>
<p><strong>In un&#8217;Italia in crisi e &#8216;disoccupata&#8217;, cosa rappresenta un talent-show per i ragazzi?</strong><br />
C&#8217;è chi si presenta ai provini per entrare nel mondo della televisione e fare quattro soldini. Ma, per chi ha partecipato al concorso con lo stesso spirito con cui ho partecipato io, non è affatto così: partecipa per far vedere le proprie capacità. Per i ragazzi del sud, a differenza di quelli che vivono a Roma, Bologna, Milano, ci sono pochissime possibilità di realizzarsi nel campo della musica, della danza e dell&#8217;arte in genere. Quindi per una 30enne come me, l&#8217;unica maniera per bruciare un po&#8217; le tappe, senza metter da parte la gavetta, è il talent perchè ti permette di arrivare al pubblico in modo diretto. Il talent è televisione e ti offre la possibilità di farti notare.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi progetti dopo X Factor?</strong><br />
Ho scritto un edito che ha arrangiato un maestro, ma non sono pienamente soddisfatta: per fare un figlio ci vogliono nove mesi, quindi per fare le cose più belle non basta un mese solo. Poi sto preparando un inedito con il dj Gianfranco Daprile, che dovrebbe uscire a novembre. Con i T501 sto mettendo su la cover band dei Cranberries e tra un po&#8217; inizieremo a prendere le prime serate, poi&#8230;poi non so cosa mi riserverà il futuro, so solo che X Factor non mi ferma: magari non avrò un pubblico vastissimo, ma la mia vita continua con la musica.</p>
<p><strong>Doriana Davenia</strong></p>
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		<title>Maria Grazia Dimmito: &#8220;Frizzi, non è che ti sei sbagliato?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 16:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doriana_davenia</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'intervista]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Cerignola]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Dimmito]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Ha partecipato all'ultima edizione di Miss Italia con la fascia di 'Miss Sorriso Fiat Puglia'. E, in effetti, la prima cosa che colpisce del suo volto, è proprio il sorriso. Maria Grazia Dimmito, 22 anni di Cerignola studentessa in Farmacia, ci ha parlato della sua esperienza al concorso di bellezza più longevo e svelato i suoi dubbi circa la regolarità del programma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mariagrazia, cosa spinge una ragazza a mettersi in gioco e a partecipare a Miss Italia?</strong><br />
Nel mio caso, la curiosità: è stata questa mia caratteristica a spingermi a partecipare al concorso. Volevo vedere con i miei occhi l&#8217;organizzazione del programma, il dietro le quinte, la preparazione delle ragazze e soprattutto vivere in prima persona l&#8217;emozione di un concorso che mi affascina da tempo. Seguo Miss Italia da quando ero piccola. Da bambina, infatti, ripetevo continuamente: &#8220;quando sarò grande, parteciperò a Miss Italia&#8221;. Alla fine ce l&#8217;ho fatta e per ben due volte.</p>
<p><strong>Quando il conduttore Fabrizio Frizzi ha pronunciato la frase &#8220;Mariagrazia Dimmito sei fuori&#8221;, che emozione hai provato?</strong><br />
Ti dirò una cosa che ho confidato solo ai miei genitori e che fa anche un po&#8217; ridere. Ho subito pensato: &#8220;Frizzi, non è che ti sei sbagliato?&#8221; Ma l&#8217;ho accettato tranquillamente. L&#8217;unica cosa è che magari abbiamo avuto poco spazio per farci notare: le serate infatti, sono state ridotte da quattro a due e probabilmente questo ha inciso molto sulle selezioni.</p>
<p><strong>L&#8217;idea del successo non ti ha mai sfiorata?</strong><br />
Ovviamente quello di vincere Miss Italia è un sogno e rimarrà sempre tale. Ma non sono mai partita con il presupposto di vincere la corona, né di fare di quel concorso una prospettiva di lavoro: per me è stato un diversivo e una bella esprienza. Mi ha dato la possibilità di sfilare che è una delle mie più grandi passioni. Tra l&#8217;altro, vivendo lì 20 giorni, vedi i ritmi quali sono (ogni sera, prima di andare a dormire, dovevamo lavare i capelli): io non sarei disposta ad avere quei ritmi tutti i giorni. Infatti, dissi ai miei genitori che se avessi vinto la corona, l&#8217;avrei ceduta alla seconda classificata.</p>
<p><strong>Parli spesso dei tuoi genitori: come hanno accolto la scelta di partecipare a Miss Italia?</strong><br />
Il primo anno che ho partecipato al concorso è stato mio padre a convincermi. Anzi, per la precisione è sempre stato lui a spingermi a partecipare alle varie selezioni, alle quali io andavo controvoglia. A 16 anni pensavo ad andare al mare con gli amici, ad uscire con le mie amiche. Mia madre, invece, si emozionava ad ogni mio passo avanti, ad ogni selezione superata. Quest&#8217;anno, invece ho deciso da sola di partecipare al concorso, con la consapevolezza dei ritmi e dello stress a cui andavo incontro. Ma sono felice di aver regalato loro une bella emozione.</p>
<p><strong>Tra le ragazze che tipo di rapporto si instaura? Competizione o complicità?</strong><br />
A dir la verità, ho tutti i loro contatti su Facebook, con alcune continuo ancora a sentirmi, di loro ho un bel ricordo. Con i ritmi stressanti che avevamo, a volte ci incoraggiavamo a vicenda.</p>
<p><strong>Mirigliani, patron del concorso, abolì le misure 90-60-90, eppure quasi tutte le partecipanti di Miss Italia indossano massimo una 42. Secondo te, perché l&#8217;essere magra è sinonimo di bellezza?</strong><br />
Non ritengo che la bellezza sia essere magra per forza, col rischio di avere disturbi alimentari quali l&#8217;anoressia. La bellezza è essere in forma, anche con curve un po&#8217; più morbide. Non ti nascondo che anche io avrei voluto avere qulche chilo in più.</p>
<p><strong>La bellezza, però è anche associata alle stupidità&#8230;</strong><br />
Per me è sbagliato ed è sbagliato questo cliché. Ci sono state ragazze che hanno lasciato per due giorni il concorso per fare i test di ammissione ad alcune facoltà, altre che hanno preparato e dato esami nonostante i ritmi stressanti.</p>
<p><strong>Allora perché una ragazza che studia, che prepara esami e test di ammissione decide di indossare un costume e sfilare davanti ad una giuria?</strong><br />
Nella vita ci sono tante occasioni. Se una è bella e brava, perché non può unire l&#8217;utile al dilettevole? Io studio farmacia, ma ho voluto partecipare al concorso come un diversivo e non necessariamente per entrare nel mondo dello spettacolo. Ma se un domani mi proponessero di fare la modella, che è il mio sogno, acceterei senza mettere da parte i miei studi. Anzi, vorrei laurearmi anche per ricambiare i sacrifici dei miei genitori. La laurea è un pezzo di carta, una marcia in più, fare la modella è un sogno. Ma tra le due strade, non so quale sceglierei.</p>
<p><strong>Una ragazza ha dichiarato che Miss Italia è un&#8217;esperienza di vita.</strong><br />
Sì, sì è vero. Insegna il sacrificio e ad essere pazienti: i ritmi sono veramente pesanti e spesso ti vien voglia di mollare tutto, invece no, diventi più paziente. Impari anche a vivere con le altre ragazze senza giudicarle, senza avere invidia o gelosia nei loro confronti. E&#8217; vero, è un&#8217;esperienza di vita che non dimentichi facilmente.</p>
<p><strong>A Miss Italia, ci sono più belle o più raccomandate?</strong><br />
Eh, questa è una bella domanda&#8230; Al concorso ci sono molte ragazze veramente belle che vengono eliminate e altre, meno carine che invece vanno avanti. A questo punto, viene spontaneo pensare che alcune siano raccomandate, che ci sia qualche sotterfugio. Poi, avendo partecipato per ben due volte, purtroppo vedi come vanno un po&#8217; le cose, ti accorgi che non sempre tutto è così limpido. Quando arrivi tra le cento finaliste, sai che se non hai una spinta è difficile andare avanti. Ti affidi al voto della giuria, ma si sa, la bellezza è soggettiva. Ovviamente, non mi piace sputare nel piatto dove ho mangiato e non voglio farlo, anzi voglio continuare a sperare che Miss Italia sia un concorso pulito, anche per lasciare una speranza alle future concorrenti.</p>
<p><strong>Hai intenzione di partecipare ancora a Miss Italia?</strong><br />
No, l&#8217;ho fatto la prima volta che avevo 16 anni (nel 2007) ed ero troppo piccola. Quest&#8217;anno ci ho riprovato per vivere il concorso con maggior consapevolezza, ora voglio dare priorità ai miei studi.</p>
<p><strong>Doriana Davenia</strong></p>
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