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	<title>Edizione di FOGGIA - Il quotidiano italiano &#187; Le segnalazioni del lettore</title>
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		<title>Da Cerignola a San Marco in L. 31 cani uccisi in 4gg, volontari scrivono a Vendola</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 10:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[cani avvelenati]]></category>
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		<description><![CDATA[FOGGIA - Siamo in tanti, tantissimi, 100, 1000 10.000 forse più. Siamo sparsi in tutta Italia, ci aiutiamo a vicenda, seguiamo tutti lo stesso scopo e cioè quello di dare voce a chi voce non ha.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la voce dei volontari pugliesi anche se alta, anche se forte, non viene ascoltata. Allora abbiamo deciso di scrivere, scrivere a chi non ci ascolta, scrivere perché siamo sicuri che in molti prima o poi leggeranno. Ma ci rivolgiamo sopratutto a Lei Governatore, a Lei che governa la Puglia e a Lei soltanto che i nostri sforzi sembra non dare ascolto.</p>
<p>La Sua Puglia, la nostra Puglia è abitata da tante donne, tanti uomini che tutti i giorni sono sulle strade a combattere quello che è un problema sociale e che Lei sembra non vedere, si chiama &#8216;Randagismo&#8217; ed é una piaga sociale. Le donne, gli uomini sono volontari.</p>
<p>Tutte queste persone aiutano, salvano, tirano fuori tutti i giorni cuccioli, cani malati, cani anziani da situazioni che Lei non può nemmeno immaginare, sa perché? Perché non le vede, perché non ci ascolta neppure. <strong>Nel giro di 4 giorni in Puglia, fra San Marco in Lamis e Cerignola, sono stati uccisi 31 cani</strong>, uno di loro è stato sparato in faccia, per divertimento.</p>
<p>Eppure Lei pensa che la Sua Puglia stia migliorando, ma non è cosi. Se Lei provasse ad ascoltarci si renderebbe conto che questi individui, sono fortemente pericolosi. Ma non sono i soli: le persone pericolose sono gli amministratori che guidano ogni singola città della Puglia. Pericolosi per ignoranza, non sadismo.</p>
<p>Tanti sindaci non sembrano conoscere quali sono le loro responsabilità nei confronti dei randagi del paese che governano, quando un cane viene ucciso nessun sindaco si preoccupa di chiederci cosa è successo. Quando un cane viene avvelenato è fortunato se ingerisce tanto veleno e la morte subentra in 30 secondi, altrimenti l’agonia é lunga, lunghissima.</p>
<p>Ci sono milioni di altre situazioni, ma stasera vogliamo farla cenare e dormire in pace, perché noi sappiamo cosa vuol dire tornare a casa e non avere la forza di mangiare, mettersi a letto e non riuscire a dormire perché hai sempre quegli occhi che ti guardano e ti implorano di aiutarlo a morire perché i dolori sono forti, la sofferenza è troppa.</p>
<p>Loro non parlano, Governatore, non hanno voce, eppure noi riusciamo ad ascoltarli. Forse Lei non sa che molti sindaci della Sua Puglia si rifiutano categoricamente di aiutare i volontari, ci sono amministrazioni che non pagano il mensile ai canili gestiti da volontari e lasciano che i cani muoiano di fame.</p>
<p>Ci sono amministrazioni che non fanno sterilizzare i cani del loro paese aumentando in maniera smisurata il randagismo nonostante la sterilizzazione dei randagi sia una legge regionale. Ci sono sindaci che a noi volontari ci prendono a calci nel sedere.</p>
<p>Ci sono sindaci che tutti i giorni commettono un reato che si chiama &#8216;maltrattamento&#8217; eppure restano impuniti mentre noi volontari continuiamo a risolvere i vostri problemi, quelli dei Comuni, quelli della Regione Puglia senza che tutti voi muoviate un dito.</p>
<p>Adesso Governatore noi diciamo &#8216;basta&#8217; , adesso i 100, 1000, 10.000 volontari sono stanchi e Le chiedono, Le urlano di intervenire, adesso deve smetterla di far finta che i problemi non esistano. Lei è stato eletto ed è al servizio di tutti i cittadini, anche noi volontari siamo cittadini e Le chiediamo di intervenire in tutti i comuni della Puglia, Le chiediamo di richiamare tutte le amministrazioni della Puglia, Le chiediamo di convocarci ed ascoltarci perché Lei ha il sacrosanto dovere di farlo.</p>
<p>Siamo stanchi, stanchi di chi uccide i cani, stanchi di tanti delinquenti che sparano ai cani, stanchi di chi li butta come rifiuti, ma siamo stanchi anche di tanti incompetenti che governano le nostre città e che lasciano che tutto questo accada.</p>
<p><strong>10,100,1000,10.000 Volontari</strong></p>
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		<title>Cerignola, Terra Vecchia abbandonata dai tempi della Rinaldi</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 14:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria_albanese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[Cerignola]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Migliorati]]></category>
		<category><![CDATA[michele allamprese]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Carbone]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Rinaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Terra vecchia]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Sono gli stessi residenti della Terra Vecchia di Cerignola a lamentare uno stato di abbandono del rione. A farsi portavoce del disagio il presidente dell'AssoEtica Elio Migliorati, all'indomani della manifestazione tenutasi proprio nel quartiere per sancire l'accordo tra istituzioni e associazioni finalizzato alla riqualificazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto quinquennale promosso, 2 anni or sono, dall&#8217;Amministrazione comunale, unitamente ad alcune  istituzioni cittadine, scolastiche e Associazioni culturali ha iniziato a fare il primo passo, il 31 maggio in Piazza Matera.</p>
<p>Le scuole e le Associazioni culturali, firmatarie del protocollo d&#8217;intesa finalizzato alla riqualificazione della Terra Vecchia, nella mattinata hanno esposto i prodotti didattici, sul tema &#8216;Borgo Antico&#8217;, realizzati nell&#8217;anno scolastico corrente. Nella serata ha avuto luogo una tavola rotonda incentrata, particolarmente, sulle idee progettuali possibili, scaturite dall&#8217;abbattimento dell&#8217;ex Albergo Moderno.</p>
<p>I lavori diretti dai consiglieri comunali Domenico Carbone e Michele Allamprese, unitamente al moderatore Architetto Enzo Buttiglione, hanno posto l&#8217;accento sul bilancio del primo anno di vita del protocollo, cercando di raccogliere tutte le idee progettuali possibili riguardanti lo spazio, lasciato, finalmente  libero da una montagna di calcinacci. Molto ci sarebbe da dire sull&#8217;argomento che non esclude le responsabilità dell&#8217;Amministrazione e di chi ha operato &#8216;pro domo sua&#8217;, abbattendo un &#8216;muro&#8217; che impediva la visione di una terra, da tempo, abbandonata.</p>
<p>Per più di un anno, al posto del muro, gli amanti dell&#8217;arte, delle radici della città di Cerignola e della  storia, mentre si festeggiavano i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, hanno lasciato in visione una montagna di detriti definiti dalla Stampa “la bandiera della vergogna”. Il protocollo d&#8217;intesa, sottoscritto da tanto tempo, prevede molte cose belle, ma fatta eccezione della raccolta differenziata, i conclamati “interventi di manutenzione e di sicurezza” sono chiacchiere inutili e portate via, velocemente, dal vento che, in questi giorni ha visitato l&#8217;Italia intera.</p>
<p>L&#8217;abbattimento di quel &#8216;muro&#8217; che impediva la visione di un antico quartiere abbandonato, ha messo in evidenza il grande ingegno che anima gli amministratori ai quali è riservato il potere-dovere di curare il valore della cultura, senza escludere il benessere del popolo.</p>
<p>Questi amministratori, nella particolare circostanza, non si sono accorti che al di là del muro vivevano ancora esseri umani, rimasti da sempre, come custodi di una zona antica e preziosa della città, rinvigorita e chiamata “Centro Storico”, in altri tempi, dalla professoressa Rossella Rinaldi che ora non c&#8217;è più.</p>
<p>Senza fare polemica alcuna, il consiglio più giusto e più operativo è quello di redigere protocolli d&#8217;intasa e fare programmi con chicchessia, senza escludere gli abitanti che da tanti anni vigilano e attendono un raggio di sole che sembra ancora lontano. Prima di trascrivere una lettera, firmata da 40 residenti e inviata al sindaco del Comune di Cerignola in data 25/10/2007, appare opportuno dire che presso il Palazzo Gala, abitato da 6 dottori e professori è nata l&#8217;Associazione Etica Onlus il cui programma è finalizzato a restituire i valori dovuti alla città di Cerignola sotto il profilo artistico, storico, culturale e sociale, senza escludere il turismo e la bontà dei prodotti della terra.</p>
<p>Tra i personaggi che hanno sottoscritto l&#8217;atto costitutivo c&#8217;è anche  il sindaco Antonio Giannatempo il quale ha la funzione di presidente onorario. In un momento di crisi e di scompiglio comportamentale che ingloba furti, scippi e rapine, la maniera più giusta per costruire qualcosa di utile è quella di operare  &#8216;insieme&#8217;, senza escludere mai nessuno, rivolgendo particolare attenzione alle scuole e a quanti possiedono il valore del rispetto e un po&#8217; di  buona volontà.</p>
<p>Il fatto di fare protocolli d&#8217;intesa, riunirsi e discutere sulle tracce di un muro e di una casa abbattuta, senza prendere in considerazione gli autori della lettera che segue, scritta in altri tempi e riportata sul libro &#8216;Insieme la Tradizione Continua&#8217; pag. 221, fa riflettere sulla scarsa serietà dei progetti, fondati sulle parole e sull&#8217;illusione di offrire alla platea qualcosa che non è ancora nato.</p>
<p>“Ill.mo sig. sindaco del Comune di Cerignola, i sottoscritti, residenti a Cerignola presso il Quartiere denominato &#8216;Terra Vecchia&#8217; fanno presente che lo stato di abbandono in cui versa questo angolo dimenticato della città, richiede un minimo, ma sollecito intervento. E&#8217; intollerabile e quanto meno vergognoso il fatto che dalla morte della prof.ssa Rinaldi , nessun Amministratore comunale abbia mai rivolto lo sguardo verso questo piccolo centro, abitato da cittadini che non tollerano di essere ulteriormente ghettizzati per il semplice fatto che difendono, ancora, le radici della città di Cerignola.</p>
<p>Senza entrare in merito ai criteri usati per giustificare la spesa di denaro pubblico, intendiamo solo insistere sul concetto di non dimenticare che esistono zone della città che da 500 anni attendono un segnale minuscolo che dia loro il diritto di appartenere a questo grande mondo che concepisce solo le comodità, il lusso e il consumismo. Noi la invitiamo sig. sindaco, primo cittadino della Terra Vecchia, a riflettere e far presente alla sua giunta e a tutti i consiglieri che voltare le spalle al Largo Forno Vecchio significa disprezzare la storia, le radici e soprattutto penalizzare cittadini che pagano le tasse e che hanno, come gli altri, figli da educare e far vivere in un luogo non troppo diverso dal resto della città.</p>
<p>L&#8217;unico filo che ha legato questo luogo al resto del mondo è stato per tanto tempo il netturbino Sabino Quarto che ha fatto sempre il suo dovere, ripassando più volte nella zona, al solo scopo di non aggiungere sporcizia di troppo a tanto squallore” (seguono 40 firme).</p>
<p>Negli anni trascorsi si è verificato che dall&#8217;Asia si è passati alla Sia e poi alla Raccolta Differenziata, ma ancora si parla di progetti e un giornale di sabato 1 giugno 2013 certifica quanto segue: “Per Terra Vecchia tante idee ma il rilancio sembra ancora lontano”.</p>
<p><strong>Elio Migliorati &#8211; Presidente dell&#8217;Associazione Etica Onlus</strong></p>
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		<title>Cerignola, contro le farmacie rapine e burocrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 08:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Assoetica]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Migliorati]]></category>
		<category><![CDATA[farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[rapine]]></category>
		<category><![CDATA[ricette mediche]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - E' di poche ore fa la notizia di una rapina in un caseificio di Cerignola, che segue di soli 3 giorni quella avvenuta nella farmacia del Corso. Due rapine in una sola settimana. Ed ecco la denuncia di Elio Migliorati, presidente dell'Associazione Onlus Etica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi impellente accentua la tristezza dei cittadini che guardano il futuro con la paura di perdere la libertà. I furti e le rapine richiedono una maggiore riflessione da parte delle Istituzioni che non riescono a debellare un sistema obbrobrioso, divenuto una regola ordinaria per l&#8217;addestrato delinquente che riesce, in un minuto, a mettere al muro il lavoratore e fuggire per godersi l&#8217;effetto del bottino.</p>
<p>Tutto questo avviene ovunque, ma le rapine nelle farmacia sono diventate una ossessione, non più tollerabile da un professionista, costretto a fare un servizio pubblico, giorno e notte, senza avere protezione. La necessità di ricorrere alla guardia giurata, nel momento del lungo servizio comporta una spesa pesante ,che, aggiunta alle diverse trattenute dalla Asl, alle pesanti tasse  e ad una serie di spese riguardanti il personale e quant&#8217;altro, mettono a dura prova la possibilità di continuare un servizio importante per la salute del cittadino.</p>
<p>Nei tempi trascorsi si viveva in maniera decente, ma oggi molti negozi chiudono perché la gente non ha più le risorse e non spende per acquistare prodotti utili alla cura dell&#8217;immagine o quant&#8217;altro. La farmacia vive con le inconsistenti risorse della ricetta, che richiede, a sua volta sacrifici, perché pagata anche con ritardo.</p>
<p>Da qualche tempo, entro la prima decade del mese, le ricette vengono consegnate a Foggia negli Uffici della Usl in via Montegrappa al palazzo dell&#8217;antica Enpas. Davanti al Palazzo non c&#8217;è mai un posto libero, dove fermasi per scaricare il pacco un po&#8217; pesante e portarlo all&#8217;ufficio predestinato.</p>
<p>Nell&#8217;attigua via Monte San Michele, non tanto lontano, c&#8217;è la possibilità di potersi fermare per scaricare il cartone, ma il posto è a pagamento. A questo punto c&#8217;è da raccontare una storia un po&#8217; antipatica, ma che potrebbe correggere un sistema che esalta l&#8217;indifferenza.</p>
<p>Lo scorso 8 gennaio c.a alle 11,50 il marito della titolare di una farmacia di Cerignola si reca col collaboratore della medesima farmacia all&#8217;Azienda Usl e si ferma per 4 minuti circa in via San Michele (posto a pagamento). Il guidatore rimane in macchina e il collaboratore porta il pacco all&#8217;ufficio, come risulta dal documento certificato. E a distanza di quasi 2 mesi, precisamente il 15 marzo perviene al guidatore una raccomandata contenente una contravvenzione di 52,20 euro perché sostava &#8216;senza aver pagato corrispettivo&#8217;.</p>
<p>L&#8217;avviso continua affermando: &#8216;Contestazione immediata non avvenuta per: Assenza del trasgressore&#8217;.  Senza commentare il comportamento del verbalizzante che ha anche il compito di &#8216;incassare&#8217;, in assenza di altre entrate, va contestato il fatto che questo controllore non ha spinto lo sguardo dentro la macchina dove, per 4 minuti, era rimasto il guidatore, in attesa del dipendente.</p>
<p>Per il futuro, se le cose non cambieranno e se non si troverà un piccolo spazio dove fermare liberamente la macchina, alla farmacia resterà l&#8217;obbligo di pagare la benzina per portare le ricette, di pagare il tagliando e di sottrarre tempo al lavoro, iniziando una lunga attesa riguardante la retribuzione che non esalta una professione alla quale è richiesto sacrificio, grande dedizione e tanta pazienza.</p>
<p>E&#8217; arrivato il momento di essere più attenti, di controllare chi ruba e chi usa sistemi opportunistici  per ingannare il lavoratore, quando questo signore ha ancora la possibilità di lavorare.</p>
<p><strong>Elio Migliorati    </strong></p>
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		<title>San Marco in Lamis: 11 cani avvelenati, Foggia chiede giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 18:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Cera]]></category>
		<category><![CDATA[Antonietta Torelli presidente dell’associazione 'Arca di Noè']]></category>
		<category><![CDATA[Asl]]></category>
		<category><![CDATA[Bosco La Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[comuni]]></category>
		<category><![CDATA[san marco in lamis]]></category>

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		<description><![CDATA[SAN MARCO IN LAMIS - La beffa del destino, proprio nella località chiamata Il Bosco 'La Difesa' (San Marco in Lamis) sono stati ritrovati 11 cani avvelenati e 2 sono dispersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mano dell’uomo che doveva difendere delle creature indifese, è diventata la mano del carnefice ed ha fatto una strage. Le lacrime di una donna, Antonietta Torelli presidente dell’associazione &#8216;Arca di Noè&#8217;, che per anni si è presa cura di queste creature innocenti, non serviranno a lavare il peccato di chi ha avuto il coraggio di compiere un’azione del genere.</p>
<p>Ma in tutto questo, dov’era l’amministrazione comunale? Dov’era il sindaco Angelo Cera? Tutti i cani randagi infatti, per legge appartengono ai sindaci e sono loro i primi a doversi occupare del loro benessere e salvaguardia. Invece niente. E al danno si aggiunge la beffa di chi lavora in Comune e afferma: &#8220;Meglio così, abbiamo risolto il problema di questi randagi&#8221;.</p>
<p>Allora signori, ricordiamoci tutti che ogni Comune e Asl sul territorio riceve i sovvenzionamenti dalla Regione Puglia per la lotta al randagismo che si dovrebbe effettuare con le sterilizzazioni e la creazione di strutture idonee al loro mantenimento. E invece dove vanno a finire questi soldi? Soldi pubblici che appartengono a tutti noi? Le amministrazioni e le Asl sono mantenute da noi e non ci fanno un piacere nel fare il loro lavoro, siamo noi che pagando le tasse ne facciamo uno a loro.</p>
<p>Non risulta vergognoso che nessuno, a parte i Carabinieri, si siano presentati a fare il loro dovere? Non è vergognoso che i vigili non volessero trasportare le carcasse degli animali uccisi nella loro macchina perché &#8220;si sarebbe sporcata!&#8221;. E non è vergognoso che volessero rimuovere le carcasse con i sacchi della raccolta delle olive invece che con i sacchi appositi?</p>
<p>Tutti i volontari della provincia di Foggia e della Puglia stanno organizzando una manifestazione per chiedere giustizia e tutto ciò che serve affinché, situazioni del genere non si verifichino più. Intanto chiediamo a tutti coloro che vorranno aiutare i volontari, di scrivere all’e-mail del sindaco all’indirizzo sindaco@comune.sanmarcoinlamis.fg.it<br />
Per chiedere che si faccia luce sui fatti avvenuti e vengano denunciati i colpevoli.</p>
<p>Grazie!</p>
<p><strong>I volontari per i randagi della provincia di Foggia</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per Cerignola &#8220;inceneritori fabbrica di tumori e disoccupazione&#8221;</title>
		<link>http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/le-segnalazioni-del-lettore/2013/03/news/per-cerignola-inceneritori-fabbrica-di-tumori-e-disoccupazione-20620.html/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 10:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti zero]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Uno dei tanti che non vuole restare ridotto a numero-spesa, un padre che difende la salute e la famiglia, un nonno che vuole salvare i nipotini. È firmata così la lettera intitolata “dolori e tumori aggravati e direzionati” giunta alla nostra redazione. Seppur con dati non attestati la missiva, scritta per riassumere e lamentare la situazione dei contestati inceneritori in terra di Cerignola, offre uno stralcio della percezione dei cittadini sull'uso dei termovalorizzatori e sull'operato della locale amministrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1999 ci fu la lotta (segretata) tra amministratori di Cerignola e di Manfredonia per decidere l’ubicazione dell’inceneritore Marcegaglia (con soldi pubblici) a Cerignola o Manfredonia: la vinse Manfredonia con la scusa del sito dell’ex Emichem (maggiori agevolazioni e contributi pubblici) quando la popolazione di Manfredonia lo seppe esclamò “Via l’inceneritore da Manfredonia!” e l’Amministrazione di Manfredonia ne direzionò la  nuova ubicazione a 30km a sud  del proprio comune e 200 metri dal confine di Cerignola, in località altamente e qualificatamente ‘agricola’ di Borgo Tressanti, a uno sputo di distanza dal vincolo Ambientale  della &#8216;zona umida&#8217;  tra  Manfredonia-Zapponeta-Margherita di Savoia e le relative vaste saline (le più grandi in Europa).</p>
<p>Soltanto a novembre 2011 (solo a seguito di manifestazioni-cortei cittadini e di richiesta di auto convocazione, anch’essa  rimandata nel tempo di attuazione) il consiglio comunale di Cerignola approvò all’unanimità l’adesione a ‘Zero rifiuti&#8217; (raccolta differenziata, Osservatorio rifiuti zero, ecc.), e il ricorso almeno al Presidente della Repubblica contro l’inceneritore di Marcegaglia a Borgo Tressanti e i conseguenziali gravissimi  danni da tumori, totale svalutazione dell’agricoltura di Borgo Tressanti, perdita dei doc di Cerignola, aggravio della disoccupazione anche agricola (dati non attestati che comunque preoccupano la popolazione, ndr).</p>
<p>Soltanto  il 05 febbraio 2013 e solo dopo nuova richiesta di auto-convocazione (anch’essa rimandata nei tempi di attuazione) il Consiglio Comunale di Cerignola verificò che, nonostante deduzione del ministero dell’Ambiente (che prospettava l’inammissibilità del ricorso) e quella tardiva  dell’assessorato regionale all’Ambiente, nulla  era stato fatto dall’amministrazione comunale.</p>
<p>Il consiglio prese atto che  i &#8216;Cittadini attivisti del Movimento 5 Stelle&#8217;  evidenziavano per iscritto  che già da agosto 2012 la  Marcegaglia  aveva richiesto  nuova  valutazione di impatto ambientale (vuol dire che  l’attuale  non  è valida?) e deliberò di: voler  conoscere tale richiesta, mandare capigruppo e rappresentati ambientalisti alla Regione, impugnare  tale nuova richiesta di v.i.a. della Marcegaglia e controdedurre al Consiglio di Stato integrando anche gli altri 8 documentati esposti civici alla procura, già controfirmati dai sindaci  limitrofi.</p>
<p>Lo scorso giovedì, in ‘conferenza di Servizi aperta’ (a seguito di sollecitazione del Movimento la Cicogna): si è verificato che  continua  l’assenza di avvocato-ingengeri-geologo incaricati (oltre che del capogruppo del Pdl). Si è appreso che la  raccolta differenziata è scesa allo 0,5%, né  si raccoglie l’umido ma è stato acquistato il costoso trituratore per l’inceneritore.</p>
<p>Tutt’ora nulla  è stato fatto quindi si è data urgenza all’amministrazione comunale di:<br />
1. attuare  quanto deliberato  in  specifici Consigli Comunali  del  2011 e del 05/20/2013,<br />
2. diffidare il Consorzio di Bonifica ad emungere la scarsissima acqua all’inceneritore di Marcegaglia,<br />
3. diffidare ‘secco’ a non trasportare le balle all’inceneritore Marcegaglia,<br />
4. riconvocare, entro 15 gg, la conferenza di Servizi, coinvolgendo le associazioni ambientaliste e conseguendo la presenza dell’avvocato e dei tecnici incaricati.</p>
<p>Recependo che, come  il Movimento 5 Stelle  di Parma continuerà ad  attuare  ogni iniziativa per annullare l’inceneritore trovato già predisposto, come il Tar Toscana n° 1766 del 18/11/211 ha “annullato per modifiche sostanziali”, così i cittadini attivisti 5 Stelle di Cerignola hanno consegnato nelle mani di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio tutta  la domentazione relativa agli  inceneritori-tumori a Cerignola, riscontrandoo l&#8217;interesse di questi e conseguendo la promessa che attueranno il ‘tour per la salute’  nel triangolo degli inceneritori a Cerignola-Melfi-Taranto.</p>
<p>Forza cittadini cerignolani, difendiamoci  e  salviamo  le  nostre famiglie ei nostri figli.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Uno dei tanti che non vuole restare ridotto a numero-spesa</strong><br />
<strong>Un padre che difende  la salute e la famiglia</strong><br />
<strong>Un nonno che vuole salvare i nipotini</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Manfredonia: cronaca di un malato di sla agli arresti</title>
		<link>http://foggia.ilquotidianoitaliano.it/le-segnalazioni-del-lettore/2013/02/news/manfredonia-cronaca-di-un-malato-di-sla-agli-arresti-19886.html/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 10:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[Asl Manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione di Invalidità Civile di Manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[malati di Sla]]></category>
		<category><![CDATA[viva la vita onlus]]></category>

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		<description><![CDATA[MANFREDONIA - Purtroppo è successo, in un Paese ‘civile’ come il nostro fatti del genere non dovrebbero mai accadere. Per me, in questo particolare momento, scrivere tutto ciò non è né semplice né facile, sono arrabbiato, schifato e in un certo senso anche demoralizzato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 19 febbraio, il nostro socio di Manfredonia, Gerardo Giordano, mi ha chiamato telefonicamente in quanto il suo Patronato, che gli ha presentato la documentazione inerente il riconoscimento dell’invalidità e della pensione, gli ha comunicato che la Commissione gli ha accordato solo l’85%.</p>
<p>Da premettere Gerardo è un malato di Sla con esordio bulbare (la forma più devastante di questa terribbile patologia), dopo i primi sintomi comparsi 4 anni fa e dopo ripetuti controlli sanitari eseguiti sia dai reparti di neurologia di San Giovanni Rotondo e di Bari, che da parte del prof. Adriano Chiò dell’Istituto Scientifico dell’Osp. Le Molinette di Torino, circa 2 anni fa purtroppo hanno dato la diagnosi ufficiale di Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) con esordio bulbare.</p>
<p>Fatta questa doverosa premessa, mi sono immediatamente recato a casa di Gerardo e, come da prassi della nostra Associazione Viva la Vita Onlus Puglia, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa a difesa del caso, tentiamo in tutti i modi e maniere di cercare di persuadere il nostro interlocutore per cercare di trovare un punto di incontro. Abbiamo dunque telefonato al Dr. Esposto (membro della Commissione), il quale, in maniera molto cortese e gentile ci ha procurato un incontro con il presidente della Commissione D.ssa Folcando nello stesso pomeriggio alle 15 nella sede dell’Asl Distrettuale di Manfredonia.</p>
<p>Puntuale all’appuntamento mi reco alla sede in compagnia (non conoscendo bene la città) del cognato di Gerardo, entrati nella stanza, dopo essermi presentato, inizio a chiedere le motivazioni per cui al nostro socio con una diagnosi così importante sia stato riconosciuto solo l’85% di invalidità. Il confronto stava proseguendo in maniera civile e corretta, fino all’arrivo di un terzo medico anch’egli membro della Commissione il quale, senza capire ragione ed arrogandosi il ruolo di &#8216;Medico conoscitore della Sla&#8217;, senza concedermi spazio per fargli capire che hanno preso un abbaglio colossale, addirittura con smorfie e risatine ipocrite, irrideva sulle mie motivazioni.</p>
<p>Cosa ho tentato di dirgli: munito di certificazione di neurologi e ricercatori di fama internazionale e di neurologi dell’ospedale Di San Giovanni Rotondo, che attestano che Gerardo ha forti limitazioni nel linguaggio, ha seri problemi di deglutizione, ha importanti limitazioni dell’uso degli arti superiori, si affatica successivamente a qualsiasi movimento motorio e, per farla breve, nel tentare di mostrargli una documentazione che accerta fra l’altro che: “il quadro clinico, a rapida evoluzione, non consente di svolgere le comuni attività della vita quotidiana per cui necessita di assistenza continua”.</p>
<p>Questo medico, con gesti poco ortodossi e con atteggiamenti da ‘superprofessore/scienziato’ mi rimetteva nelle mani la certificazione attestante tutto ciò che ho innanzi descritto. Il cognato di Gerardo, visto detti atteggiamenti provocatori e disprezzanti e avendo intuito che non c’erano margini di discussione, in maniera decisa mi prega di andarcene. Prima di concedarci, gli ho ricordato che la nostra Associazione avrebbe preso tutti i provvedimenti possibili a salvaguardia delle leggittime aspettative di Gerardo, il cognato gli ricordava, inoltre, che la situazione è seria ed a rischio di vita.</p>
<p>Rientrati a casa di Gerardo e spiegatogli la situazione e tutti i dettagli dell’incontro, in modo schifato si alzava ed andava via. Subito dopo la moglie, avendo recepito che Gerardo si sarebbe recato alla sede della Commissione di Invalidità Civile di Manfredonia, pregava il cognato di seguirlo e di persuaderlo da eventuali gesti inconsapevoli.</p>
<p>Purtoppo, all’incontro con Gerardo, il medico non ha cambiato il suo atteggiamento incomprensibile e il nostro socio, sententosi oltre che ferito fisicamente offeso nella dignità di uomo e di malato, è scattato in una inconsapevole forma di ira che lo ha indotto ad uno scatto di reazione inconsulta.  Nel frattempo, giunto il cognato e visto la reazione di Gerardo si è subito affiancato alla sua difesa. Intervenute le Forze dell’Ordine hanno portato Gerardo in caserma e, tutelato dal suo avvocato, il gip, per motivi di salute, ha disposto gli arresti domiciliari.</p>
<p>Questa è la cronaca e, che sia ben inteso, la nostra Associazione condanna qualsiasi forma di violenza, ma condanna ancor di più la violenza che viene perpretata e praticata nei confronti dei più deboli, arrogandosi dietro il ruolo di persona e professionista dedita all’istruttoria di quelle che sono le sacrosante provvidenze dei malati. Gerardo subirà un processo dove noi ci siamo costituiti come testimoni a difesa.</p>
<p>Nel contempo, riteniamo senza ombra di dubbi che, il solo e soltanto danneggiato è il nostro socio Gerardo così che abbiamo dato mandato ai nostri legali di presentare una denuncia penale contro l’abuso ingiustificato di potere della commissione di invalidità civile dell’Asl di Manfredonia, costituendoci parte civile e lesa. Nella speranza che sia fatta giustizia.</p>
<p><strong>Giovanni Longo</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nessun tocchi il canile di San Giovanni Rotondo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 06:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Asl veterinaria]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[canile]]></category>
		<category><![CDATA[coercizione]]></category>
		<category><![CDATA[Padre Pio]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni Rotondo]]></category>

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		<description><![CDATA[SAN GIOVANNI ROTONDO - Il lavoro in canile comincia la mattina presto. Intorno alle 6 bisogna essere già nella struttura e l’arrivo sul posto è certamente il più festeggiato di tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che un impiegato qualsiasi possa dire di essere atteso e salutato con tanto affetto come succede ai nostri addetti ai lavori, centinaia di occhi che ti guardano, centinaia di musini che ti baciano e lanciano urla di gioia e soddisfazione. Nel Canile Comunale di San Giovanni Rotondo ogni giorno è così, ogni giorno è un giorno di impegno, di gioia e di dolore, di fatica ma anche di tanta soddisfazione.</p>
<p>Sì, perché i cagnolini non sono come le persone, loro se li tratti bene non ti tradiscono mai, sanno ricambiare amore con amore, attenzione con attenzione, sorrisi con sorrisi.</p>
<p>I nostri ospiti sono dei privilegiati, non ricevono solo crocchette, acqua e qualche medicina, no, da noi ricevono ciò che più di tutto rende un cane felice: l’amore. La nostra struttura è una realtà a parte in un mondo di maltrattamenti, solitudine, malattia e coercizione.</p>
<p>La nostra struttura funziona, da noi i soldi pubblici sono ben spesi e, se non bastano (come spesso avviene) ne arrivano altri, sì ma dalle tasche di chi ci lavora: vaccini, ricoveri presso veterinari privati, bagnetti della fortuna (una bella lavata prima di andare a casa), staffette dei volontari per portare i fortunati adottati a destinazione, ecc.</p>
<p>Ma tutto questo non pesa, perché i nostri addetti non sono dei semplici impiegati, sono dei ragazzi e delle ragazze innamorati del loro lavoro e portano avanti ogni giorno una struttura impeccabile per quello che è nelle loro possibilità.</p>
<p>Il 23 gennaio però, 50 dei nostri ospiti saranno deportati verso un canile di Vieste dal quale probabilmente non usciranno più, e cosa ne sarà di loro? Quanto soffriranno senza sentire più gli odori, senza ricevere più le coccole, senza vedere più i volti familiari? Quanto soffriranno per non avere più il sogno di una casa tutta per loro, di una cuccia calda in cui dormire e una famiglia?</p>
<p>A cosa sarà servito tutto il lavoro e i sacrifici fatti fino ad ora e le giornate spese a cercare loro adozione, a cercare di rieducarli e renderli adottabili dopo anni di maltrattamenti o di randagismo? A cosa saranno serviti?<br />
Che paese è quello che si libera delle proprie anime randagie? Che paese è quello in cui tutti si dichiarano devoti di un santo ma che non si ribellano alle ingiustizie?</p>
<p>Padre Pio amava profondamente gli animali, ci sono migliaia di testimonianze a riguardo, era un cuore puro che amava anche gli esseri inferiori, che di inferiore hanno solo l’impossibilità di usare la parola. Tutti vogliono ricevere miracoli da Padre Pio, ma chi, chi si offrirà di farne uno a lui per salvare le sue amate creature pelose?</p>
<p>Facciamo appello allora al buon cuore dell’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo e della Asl veterinaria competente, affinché questa tragedia non si consumi e il canile continui ad essere una delle poche, se non l’unica realtà felice del territorio…una speranza e un insegnamento per tutti gli altri.</p>
<p>Grazie.<br />
<strong>Gli amici del canile comunale di San Giovanni Rotondo</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lucera &#8216;tagliata&#8217; a pezzi, &#8220;serve rappresentanza parlamentare&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 09:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Lucera lettera aperta]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[soppresione tribunali]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>

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		<description><![CDATA[LUCERA - Una lettera aperta, sottoscritta da alcune decine di cittadini di Lucera e rivolta ai rappresentanti delle forze politiche locali “perché trovino un accordo trasversale capace di ottenere una rappresentanza parlamentare per la città di Lucera”, giunge in redazione in attesa di condivisione di altri concittadini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari rappresentanti locali delle Forze Politiche,<br />
probabilmente è perfino superfluo elencare le ‘disgrazie’ che negli ultimi mesi hanno interessato il territorio di Lucera e la sua comunità cittadina.</p>
<p>In estrema sintesi: la chiusura del Tribunale, il ridimensionamento e la perdita di autonomia dell’Ospedale, la soppressione dell’Agenzia delle Entrate e dello sportello di Equitalia, la conseguente abolizione degli ordini professionali, il rischio di soppressione o declassamento per i presidi di Pubblica Sicurezza, per il Carcere, per la Conservatoria, in definitiva, l’estinzione dello Stato e della Pubblica Amministrazione nel territorio cittadino.</p>
<p>Questa perdita di diritti e qualità dei sevizi, se aggiunta alla profonda e sistemica crisi dei due settori trainanti l’economia cittadina: agricoltura e produzione di laterizi, alle difficoltà amministrative in materia di pianificazione urbanistica e promozione turistica, condanna la città ad un inesorabile e significativo ridimensionamento demografico e all’impoverimento della popolazione in termini sia economici che culturali.</p>
<p>Al netto di analisi più dettagliate sulle cause che ci hanno condotto in questa situazione e evitando giudizi sulla qualità e sull’operato della classe dirigente cittadina, a ragione, da più parti, è stato affermato e sostenuto che tali accadimenti, sono la naturale conseguenza di una scarsa o per meglio dire inesistente rappresentanza politica di questa città nelle Istituzioni Nazionali (dal 1994 non viene eletto un lucerino in Parlamento) e Regionali.</p>
<p>L’imminente prossima tornata elettorale del 24 e 25 Febbraio per il rinnovo delle Camere, al netto di qualche candidatura &#8216;di testimonianza&#8217;, dalle notizie che trapelano in questi giorni e dalle bozze di lista che circolano sui giornali, per effetto di una marginalità politica delle forze cittadine di ogni colore e della ignobile e spregevole legge elettorale in vigore, continuerà a privare questa città di un suo rappresentante nelle Aule Parlamentari.</p>
<p>Rivolgiamo dunque un Appello a tutti Voi, cari politici lucerini: In questo difficilissimo momento, mettete da parte ogni vostra legittima appartenenza, convocate urgentemente un tavolo e impegnatevi a raggiungere un accordo coraggioso, trasversale e trasparente, che sia propedeutico all’ottenimento di una Candidatura Indipendente di un nostro concittadino in una qualunque formazione o lista concorrente per le prossime elezioni politiche, in una posizione ragionevolmente e seriamente eleggibile.</p>
<p>C’è ancora qualche giorno utile prima della definitiva scadenza (21 Gennaio) per la presentazione delle liste; c’è ancora uno spiraglio per un Patto Cittadino perché sia affidato un ‘Mandato di Scopo’ ad un nostro concittadino. Fate a vostra volta appello ai responsabili regionali o nazionali di ciascun Partito o Lista che parteciperà alla consultazione perché in almeno un caso si accetti la richiesta di questa sofferente città e spiegate nelle sedi opportune che chiunque avrà il coraggio di accoglierla potrà contare su un adesione importante, massiccia e compatta del corpo elettorale di Lucera e dei sui 28 mila elettori.</p>
<p>Rivolgiamo allo stesso tempo un Appello a tutti i cittadini di Lucera, agli organi di stampa locale, ai gruppi, ai comitati, alle associazioni e alle imprese della Città: “Sottoscriviamo questo appello e diamo forza rapidamente e in modo consapevole a questa iniziativa; proviamo ad anteporre il senso di comunità, il sentimento di identità e appartenenza a questa terra alle logiche e agli steccati della politica e degli schieramenti in campo. Impegniamoci a sostenere e votare alle prossime elezioni, dichiarandolo esplicitamente, il Partito o la Lista che volesse accogliere questo appello candidando in “posizione eleggibile” un nostro concittadino. Insieme possiamo farcela”.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>I cittadini di Lucera</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cerignola, una mattinata in fila alla banca</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 18:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[banco di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cerignola]]></category>
		<category><![CDATA[fila in banca]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - Una mattinata al Banco di Napoli per vedere una folla che guarda il display con la speranza di arrivare allo sportello, ancora in piedi, senza problemi. Dopo la fusione delle due Banche che operano in Corso Roma n.56, angolo Di Vittorio, tutti i clienti entrano e non possono più programmare l'ora dell'uscita. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti cittadini di Cerignola,  alla crisi impellente e preoccupante, da qualche tempo, per sopravvivere devono far ricorso alla pazienza e guardano, per ore quel display che sembra perennemente addormentato.</p>
<p>In questa grande Banca  esistono tanti sportelli, ma solo tre sono utilizzati per servire la folla di clienti, un po&#8217; seduti e la maggior parte in piedi di cui alcuni appoggiati ad un bastone. Alle 11,30 un cliente che possiede il numero 83 si reca allo sportello e saluta l&#8217;amico col quale ha trascorso qualche ora e che è  in possesso del numero 173.</p>
<p>E&#8217; il 31 dicembre e la fine dell&#8217;anno si avvicina. La considerazione più ovvia conduce al seguente risultato: ce la farà il n. 173 a risolvere il problema, prima di entrare nel nuovo anno? La speranza è l&#8217;ultima a morire ma che siano proprio le ataviche e splendide banche moderne a sfruttare l&#8217;ultima risorsa dei cittadini è una novità che dovrebbe far marcia indietro perché è un&#8217;offesa alla civiltà.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Elio Migliorati</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>AssoEtica: &#8220;un marchio collettivo per l&#8217;agricoltura pugliese&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 14:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione_foggia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le segnalazioni del lettore]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[AssoEtica]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Migliorati]]></category>
		<category><![CDATA[marchio collettivo]]></category>
		<category><![CDATA[vandalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[CERIGNOLA - E' il presidente dell'associazione Etica Onlus di Cerignola a scrivere per ricordare, con un excursus storico, le difficoltà economiche create dalla concorrenza, dalla contraffazione, dalle speculazioni e dal vandalismo e che lasciano alla locale economia un'unica via di fuga: l'associazionismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;AssoEtica è nata ufficialmente, agli inizi del 2012, quasi, contestualmente alla esplosione delle crisi che ha messo fuori binario la crescita, riducendo il lavoro e impedendo ai giovani di guardare il futuro.</p>
<p>In questi  mesi  abbiamo assistito a cose raccapriccianti: imprese che hanno sospeso l&#8217;attività  negozi chiusi, fallimenti, suicidi, una vera catastrofe che ha messo il popolo in ginocchi. Mentre la gente piange, disperata, il concetto dell&#8217;opportunismo di rafforza e diventa una bandiera per tanti Italiani che vivono in un Paradiso, riservato solo agli esperti e protetti sfruttatori.</p>
<p>Di tanto in tanto viene alla luce qualche “marachella”: ministri sotto inchiesta, alcune Regioni impasticciate, ma il sistema rimane fermo come una roccia e alle prossime elezioni rivedremo, in prima fila, i potenti speculatori che governano l&#8217;Italia da tanti decenni. Una espressione di Craxi, durante la “ventata” di “mani pulite”, venti anni or sono, sancisce la regola di un sistema che non è assolutamente cambiato: &#8220;tutti rubano, perché solo io indagato?”.</p>
<p>Questo uomo onesto, perché ha detto la verità, è morto oltre i confini dell&#8217;Italia, lanciando un messaggio prezioso, ma non è stato accolto e i milioni di lire e di euro sono sempre finiti in quel “paradiso” dove vivono gli sfruttatori che emettono roboanti lezioni sul come guidare l&#8217;Italia. Dalle esperienze personali, vissute a tutti i livelli: scolastici, ministeriali, sindacali, sociali e politici è emersa una sola verità: fatti concreti e poche chiacchiere è il sogno di tanti italiani.</p>
<p>Questo era anche il sogno di Enrico De Nicola, di Umberto Terracini e del Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi, sottoscritto e divulgato il 27 dicembre 1947. Sono trascorsi 65 anni da quell&#8217;atto e gli Italiani non possono ulteriormente rinviare la necessità di restituire vitalità alla coscienze e mettere in movimento costruttivo le grandi doti culturali e intellettive di cui sono stati forniti dalla natura.</p>
<p>Prima di leggere i 130 articoli della Costituzione, appropriamoci, almeno, del primo articolo e faremo un&#8217;Italia più attiva, più ricca, più rispettata e più preziosa: “L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.</p>
<p>L&#8217;AssoEtica sta usando ogni mezzo per creare le basi efficienti di un associazionismo operativo che metta insieme tutti le associazioni e le cooperative al fine di intraprendere un percorso unico, finalizzato al superamento della crisi e alla restituzione dei valori dovuti ai prodotti della nostra terra, riscoprendo  il trascorso della cultura, della storia e dando vita al turismo, portatore di ricchezza. </p>
<p>Tutti sappiamo che il nostro grano è il migliore d&#8217;Europa, come qualità, che l&#8217;olio extra vergine non ha concorrenti, che i nostri pomodori, la frutta e gli ortaggi sono molto richiesti, che la Bella di Cerignola è ambita nel mondo, ma sappiamo anche che il produttore rischia di morire di fame e vive nella povertà.<br />
La concorrenza, la contraffazione e le speculazioni sono le barriere che pongono limiti invalicabili e sfruttano il produttore.</p>
<p>Non è sufficiente scrivere articoli, fare convegni e mettersi a piangere per risolvere il problema e limitare atti di vandalismo che offuscano e inaridiscono la nostra preziosa terra; occorre essere uniti, senza alcuna pretesa di primeggiare, occorre firmare un protocollo d&#8217;intesa, come è stato già fatto tra il Parco Nazionale dell&#8217;Alta Murgia e il parco regionale di Lama Balice.</p>
<p>Le iniziative ambientali sono determinanti per il nostro futuro  e questo protocollo può portare grande attenzione da parte dei cittadini di Cerignola, del Bacino dell&#8217;Ofanto e dei Reali Siti, senza parlare dei turisti che saranno attratti dal nostro territorio, ricco di potenzialità e di ottima cucina.</p>
<p>Noi dobbiamo considerare che la sicurezza alimentare ritorna ad essere l&#8217;obiettivo primario della “PAC” ( Politica Agricola Comunitaria) e la modernizzazione e la “riaggregazione” della filiera agroindustriale è strategica per aumentare e migliorare le produzioni locali, concorrere a rafforzare la tipicità del Made in Italy, competere sul mercato globale, sviluppare i mercati locali e le esportazioni  di produzione italiana di qualità.</p>
<p>L&#8217; agricoltura pugliese ha bisogno di organizzazioni, di commercializzazioni, più efficienti per valorizzare l&#8217;origine dei propri prodotti e aumentare i ricavi. Questa è una storia che richiede tecnici esperti, i quali devono preoccuparsi di ridurre i costi interni ed esterni alla filiera che ammontano ad oltre l&#8217;80%.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di raggiungere un accordo per avere un marchio collettivo comunitario  che certifichi i prodotti della nostra terra è il progetto essenziale espresso dall&#8217;AssoEtica e dal Consorzio Sviluppo Sostenibile Valle dell&#8217;Ofanto. L&#8217;antico detto “L&#8217;unione fa la forza” deve essere una guida preziosa e dal convegno previsto per il 28 novembre si spera venga fuori una scintilla che spinga ognuno a rifletter seriamente e redigere quel protocollo d&#8217;intesa dal quale ripartire per assicurare un  futuro decente ai giovani, alle famiglie, ai lavoratori della nostra terra.<br />
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<p><strong>Elio Migliorati</strong></p>
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